Quando vince sempre lo sport

Da sinistra, il  presentatore Mauro Longo, il sindaco Nisi ed i presidenti di alcune associazioni

Da sinistra, il presentatore Mauro Longo, il sindaco Nisi ed i presidenti di alcune associazioni

Galatone. Archiviata la seconda edizione di “Galatone in…sport”, l’iniziativa promossa nei giorni scorsi dall’Amministrazione comunale allo scopo di dare risalto alle realtà associative cittadine che si impegnano, coinvolgendo centinaia di atleti, nella pratica sportiva. Il Centro sportivo polivalente “Alberto Colitta” ha ospitato, infatti, gli atleti di ben 14 associazioni sporive attive sul territorio che hanno dato prova, con delle esibizioni, delle proprie capacità. “Combat panther club”, “Sporting Galatone”, “Bmx freestyle Salento”, “Asd Fulcignano”, “Asd Città di Galatone”, “Unione sportiva”, “Galatea volley”, “Atletica galatea”, “Dojo Bushi”, “Ac Galatone” e “Tennis Galatone”si sono destreggiate all’interno dell’area con le loro specialità, usufruendo anche degli spazi appena messi a nuovo: i campi da tennis (e il campo da bocce), il bar tra le varie strutture sportive, e anche l’illuminazione e un po’ di attrezzatura che prima risultava scadente.

Sul palco, invece, tre scuole di danza (i corsi appositi della palestra “Body evolution”, “Scarpette rosa” e “New pair dance”) si sono alternate esibendosi davanti al folto pubblico, prima dell’intervento del sindaco e del triplista Daniele Greco e prima della presentazione del nuovo defibrillatore acquistato dall’Atletica Galatea.

L’assessore allo sport Aurelio Colazzo trasuda soddisfazione: «Sono molto contento soprattutto per il compiacimento delle associazioni intervenute, oltre che per la buona riuscita della serata». Poi spiega che quello all’interno del Centro è solo un primo intervento effettuato, certamente non definitivo. «C’è ancora tanto da fare, ma intanto la struttura è frequentata da un numero sempre crescente di persone. Sarà dato in gestione alle stesse associazioni, che voglio ringraziare insieme alle aziende che vi hanno lavorato e alla Protezione civile», ha concluso Colazzo.

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