Quando il rugby dà lezioni di vita anche a scuola

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rugby aradeo finale Magna Grecia beach rugby cup 2013 aradeo

ARADEO. Si chiama “Salento rugby” ed è la nuova scommessa del mondo della palla ovale nel Salento. Ad Aradeo, in via Tripoli, è allestita una club house di tutto rispetto, un piccolo ma accogliente locale in cui si svolgono le riunioni, si guardano le partite della nazionale e si espongono maglie storiche e trofei. E, soprattutto, si fanno progetti. Tra le iniziative previste anche un corso di allenatore regionale di rugby, da tenersi proprio in quella sede.

«È la nostra prima esperienza in serie C. Siamo una squadra appena nata e stiamo cercando di farci strada», spiega il presidente, Fabio Manta, che è pure delegato provinciale della Federazione italiana rugby e responsabile per il sud Italia della Lega italiana beach rugby.

«Il rugby è un po’ una pratica sportiva di nicchia, non sono in tanti ad avvicinarsi. Andiamo avanti con le nostre risorse, non abbiamo neppure uno sponsor ma piuttosto degli amici che ci aiutano», continua Manta, presidente dal 2005, l’anno in cui è stata fondata l’associazione. La squadra è composta anche da ragazzi delle province di Taranto e Brindisi e ci sono pure due toscani mentre l’allenatore, inglese ma di origini italiane, Paul Luggeri, aggiunge un tocco di internazionalità.

«I primi anni sono stati dedicati esclusivamente all’organizzazione di eventi per richiamare l’attenzione del pubblico, ad esempio giocando in spiaggia», continua il presidente. Nel 2006 c’è infatti il beach rugby, poi diventato il campionato “Magna Grecia beach rugby cup”, creatura della “Salento rugby”. Fino a giungere al debutto in C di quest’anno con l’esordio in casa il 6 ottobre contro il Taranto. Ma  l’esperienza non manca. «Veniamo dalla storia del Cus Lecce, poi a un certo punto ci siamo detti che forse dovevamo camminare con le nostre gambe», dice Manta. Tanti anche i contatti con il settore scolastico: ad Aradeo l’interesse per tale sport è, infatti, diffuso da molti anni tra i ragazzi.

Per il futuro l’associazione non chiede nulla tranne “un campo che sia nostro”, quindi un’infrastruttura adeguata allo scopo. La Federazione prevede, infatti, contributi alle società sportive che facciano avviamento, collaborando con le scuole, e che abbiano in gestione  un impianto. La “Salento rugby” gioca solitamente nella struttura comunale di contrada Spina e anche quest’anno ci sono già stati contatti con l’assessore allo Sport Giuseppe Menallo, “che sta dando una mano cercando di fare il possibile”. Ma c’è l’eventualità che la prima partita si debba giocare altrove se il campo comunale non dovesse essere pronto. E se qualcun altro, ad esempio una squadra di calcio locale, dovesse richiederne la disponibilità, la Salento Rugby si dice pronta a cercare un compromesso. Parola di presidente: «Il nostro spirito è quello di fare network, già collaboriamo con la squadra di calcio a 5 non vedenti campione d’Italia e con l’associazione sportiva Lupiae Salento che fa basket in carrozzina. Il rugby è uno sport povero ma dai principi sani».

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