Pure Gallipoli pagherà per gli scontri in Libia

Il porto di Gallipoli

Il porto di Gallipoli

GALLIPOLI. Tutti coloro che, a ragione, si erano compiaciuti per la ripresa dei traffici commerciali da e per il porto di Gallipoli, presto dovranno registrare una inversione di tendenza. Le navi da carico che erano tornate ad approdare con sempre maggiore insistenza al molo portuale, erano in massima parte provenienti da Tunisia e Libia. Ma mentre nel primo Paese la democrazia regge dopo la cacciata dei capi del precedente regime, in Libia è tornato il caos dopo la precedente crisi che sembrava superata nel 2011. Anche l’export pugliese nel corso del 2013 era tornato ai livelli precedenti, per un volume complessivo di 18 milioni di euro, escludendo i prodotti petroliferi raffinati. La provincia di Lecce sai era attestata su 5 milioni 400mila euro, di cui una buona fetta collegata ai materiali per l’edilizia (cemento, piastrelle) che partivano anche dal porto gallipolino, secondo i dati elaborati dal centro studi Confartigianato di Puglia. Con una domanda interna così depressa e frastornata come l’attuale, sarà molto difficile nel corso del 2015 restare a questi livelli nell’export verso la Libia.

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