Albergo diffuso: pure Casarano, Tuglie e Parabita in corsa

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Matino. Il primo a muoversi in direzione dell’albergo diffuso è stato il Comune di Casarano, inizi 2010, sindaco da poco Ivan De Masi.

Questa misura dei programmi europei che punta da un lato a recuperare e riutilizzare pezzi (alloggi privati) del patrimonio abitativo esistente nei centro storici e, dall’altro, a creare nuova ricettività turistica, ha da subito attirato le attenzioni degli amministratori casaranesi che, dopo alcune indagini e studi tecnici, hanno indicato nell’area tra le vie Pendino, Pellico, piazzetta D’Elia e via Bonifacio IX il punto di maggior interesse.

Dal Programma Leader dell’Ue proposto dalla società mista Gruppo di azione locale “Serre salentine” a cui aderisce anche il Comune di Casarano, è venuta questa spinta a rivalutare beni immobili che gli stessi proprietari si limitavano a manutenere al minimo, senza sapere esattamente che farne, in un centro storico in via di lento e progressivo svuotamento.

In quell’area con un raggio di 400 metri i tecnici hanno stimato che potrebbero essere ospitati dai 2.500 ai 3mila vacanzieri ogni anno, con un fatturato vicino ai 60mila euro. Dal canto suo il Comune aveva messo in gioco uno dei più bei palazzi storici, il De Judicibus, come reception e centro servizi dell’“albergo diffuso”.

Lo scorso marzo era stato il Comune di Tuglie ad ufficiliazzare la propria volontà su questo terreno. Raccolta la disponibilità dei privati a mettere a disposizione un certo numero di edifici tipici del centro antico, il sindaco Daniele Ria e la sua amministrazione si erano posti il problema del centro reception, risolto con l’individuazione del mercato coperto, che si trova alle spalle della chiesa dell’Annunziata. La struttura diventerà un open space trasparente con vista sulle attività commerciali che vi operano.

Analoga ed altrettanto decisa la volontà del Comune di Parabita e del sindaco Alfredo Cacciapaglia. Qui l’operazione aveva riguardato la sede storica della banca popolare di Parabita, passata al Comune per 25 anni, da ristrutturare e adibire a “cuore” operativo dell’albergo diffuso nel centro del paese. Nel palazzo dovrebbero essere recuperati anche spazi espositivi, oltre che per l’accoglienza e l’informazione degli ospiti.

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