“Li pupi” sono già pronti

Gallipoli. Con il rito dello sparo del Pupu a Gallipoli, il 31 dicembre si conclude il ciclo delle feste.

Tradizione che anno dopo anno si è andata rafforzando, principalmente per merito delle nuove generazioni e di Associazioni Culturali che operano per la difesa delle tradizioni gallipoline. Un gruppo di amici che si fanno chiamare “Ampalea dei leoni” è da dieci anni che realizza il “Pupu”.

«Abbiamo incominciato a lavorare nei locali dell’Ampalea, (luogo adiacente alla villa Carducci, dove sta sorgendo un grosso complesso edilizio) – riferiscono i ragazzi, componenti il gruppo – ed è per questo che ci chiamiamo “Ampalea dei leoni”. Siamo un gruppo di amici amanti delle tradizioni e lavoriamo per mantenerle vive». Ogni anno sono stati realizzati pupazzi giganteschi. Fino a dieci metri di altezza. L’anno scorso il fantoccio si chiamava “Lu mangiaspaccime” ed aveva movimenti elettronici. «Quest’anno il titolo è “Ritorno alle origini”  – dice uno del gruppo – Un vecchio seduto su uno scanno antichizzato con un bicchiere di vino in mano appoggiato su uno steccato in legno». Sembra quasi la scena  di una commedia.

Nella tradizione popolare, che si perde nella notte dei tempi, il pupazzo rappresenta l’anno vecchio che se ne va. A fianco gli viene piazzato un bambolotto che raffigura l’anno nuovo che sta pèr arrivare. I due si tengono per mano. Al momento di accendere la miccia dei numerosi tric-trac, il piccolo verrà tolto. In mano, il vecchio ha l’immancabile valigia di cartone piena delle cose più brutte accadute  nell’anno che se ne va.

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