Dieci punti nascita da chiudere, due eccezioni

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Casarano. I criteri per la rimodulazione dei punti nascita in Puglia sono inderogabilmente definiti dalle linee guida ministeriali e dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari) e nello specifico riguardano: il numero dei parti annuali di ciascuna struttura, che non deve essere inferiore ai 500 parti l’anno; la consistenza  del bacino di utenza per ciascun punto nascita, per cui si prevede un punto nascita ogni 220.000 abitanti, e la territorialità.

In Puglia per circa due anni ci ha lavorato su una Commissione regionale, per riorganizzare la rete, a fronte di 37.500 parti nel 2010 e 36.119 parti nel 2011, quindi con un trend in diminuzione.

I punti nascita pubblici andavano ridotti di dieci unità. Uniche eccezioni ai criteri indicati, Canosa e Scorrano, quest’ultima per garantirela “copertura territoriale” della zona di riferimento, come ha affermato l’assessore regionale Attolini.

 

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