Punti certi e incerti dopo la nomina della nuova Giunta

tiziano cataldi matinoMATINO. Il trambusto della giornata di ieri è stato l’epilogo, vociferato da tempo, di una relazione che ha iniziato a scricchiolare sin dai primi giorni di governo e che ha spinto il sindaco Tiziano Cataldi e i suoi ad afferrare la mano tesa di “Matino la tua città” con Luigi Provenzano, vicesindaco, Elio Romano presidente del consiglio (al posto dello sfiduciato Francesco Barone) e il consigliere Fausto Marsano, che costituiscono ormai parte integrante della maggioranza insieme a: Vittorio Inguscio, Fabrizio Coluccia, Giorgio Caputo, Antonio De Prezzo, Rocco Romano.

Non ha ancora confermato la sua presenza in maggioranza Pamela Lecci, a cui nella giornata di ieri è stata notificata l’assegnazione di una carica assessorile che le spetta di diritto, secondo la sentenza emessa a suo favore dal tribunale di Lecce, ma alla quale sarebbe stata chiamata a rinunciare. La consigliera, che non ha avallato la mozione di sfiducia presentata contro il Presidente del Consiglio, ha più volte sostenuto la sua equidistanza dagli schieramenti interni (Primiceri-Costa), favorendo la propria autonomia decisionale nelle scelte che non incontrano l’interesse del paese.

All’opposizione resta certamente Donato Muci con Matino Democratica, mentre si rimettono alle decisioni del partito provinciale (riunitosi in giornata) i sei di Primiceri rimasti fuori dal rimpasto: Leonardo Bianchi, Johnny Toma, Massimo De Marco, Cosimo Romano, Massimiliano Romano e Francesco Barone. Il coordinatore provinciale Antonio Gabellone e Francesco Bruni, vice-coordinatore vicario, attraverso una nota ufficiale si sono pronunciati contro le scelte del primo cittadino matinese: “Il Coordinatore Provinciale – si legge – avoca a sé la gestione di questa delicata fase all’interno del partito. Con l’obiettivo unico di ricondurre all’unità il gruppo di maggioranza e di rimettere insieme le diverse e autorevoli espressioni del Pdl di Matino”.

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