Quannu pe’ la merla nfrizzuli, minti nu crossu…

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Simu Salentini. Fine di gennaio, veniva la merla e portava il freddo. “Alli giurni te la merla/ scelu, brina e nive/ porta sciannaru intra  a lu panaru”. (Nei giorni della merla/ gelo, brina e neve/ porta gennaio nel suo paniere). È un antico proverbio riferito al freddo intenso che imperversava negli ultimi tre giorni del mese di gennaio: 29, 30 e 31.

Un altro proverbio, sempre di marca salentina, di una Taviano che non c’è più, recita poeticamente così: “Na coccia t’acqua te nive/ alli giurni te la merla/ se face na piccula perla”. ( Una goccia d’acqua gelata/ nei giorni della merla/ diventa una piccola perla).

Un altro proverbio recitava così: “ Quannu pe’ la merla/ nnfrizzuli/ minti nu crossu a lu focalire”. (Quando nei giorni della merla/ muori per il freddo/ accendi un grosso ceppo nel focolare).

Era il tempo dei camini. I paesi del profondo Sud si riconoscevano dai comignoli fumanti. La sera, tutti a casa, riuniti intorno al camino. I più piccoli mangiavano pane col pomodoro, i grandi, invece, inzuppavano il pane nel  “cauteddhu” (minestra di peperoncini, cipolla, pomodori secchi conditi con olio). E mentre la fiamma ondeggiava nel camino, alta e ampia, la nonna raccontava, ai figli e ai nipoti, la favola della merla: «Durante un inverno mite di tanti secoli fa una merla bianca, che doveva far nascere i suoi piccoli e gradiva un po’ di freddo, se la prese con il mese di gennaio, deridendolo. Allora Giove chiamò i venti più freddi e fece pure nevicare. La merla gradiva il freddo ma non fino a quel punto. Allora per far nascere meglio i suoi piccoli si mise accanto ad un camino fumante. Il fumo annerì a tal punto le piume dei merli che da allora sono nere come il carbone».

I merli, dunque, avevano cambiato aspetto: avevano perso il candore del bianco ed erano neri per la cattiveria dimostrata dalla merla nei confronti di gennaio. Da allora gli ultimi tre giorni del mese sono i “giorni della merla”, i giorni più freddi dell’anno.

Oggi si va avanti senza proverbi. I camini, in molte case, sono spenti e la magia della tradizione è svanita come il fumo, diventando buia e nera.

RP

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