Pronto soccorso da stress

pronto-soccorso-ospedale-casaranoCasarano. Pronto soccorso in affanno. Non è certo una novità per il “Ferrari”, soprattutto nel periodo estivo quando l’aumento di prestazioni e la cronica carenza di personale rendono la situazione esplosiva. A far riflettere, da ultimo, è l’episodio del neurochirurgo 52enne, Donato Rizzo (di Andrano), colto da infarto dopo aver visitato 42 pazienti.  Da tempo, Tdm e sindacati denunciano la carenza di organico e chiedono interventi risolutori.

«Non ho elementi per dire se quanto è accaduto sia la conseguenza dell’eccessiva mole di lavoro. Quel che è certo – precisa Mario Riso della Uil Fpl – è che nel Pronto soccorso di Casarano, ma questo vale anche per molti altri reparti, si lavora in condizioni di eccessivo stress a causa della carenza di personale. Qui rasentiamo la chiusura di interi reparti. Abbiamo scritto all’assessorato alla Sanità, alla prefettura e alla dirigenza sanitaria locale, ma nessuno sembra darci ascolto».

Dal canto suo, Valdo Mellone, direttore generale della Asl, ha sottolineato come i flussi registrati al Pronto soccorso del “Ferrari” siano in linea con quelli degli altri ospedali, eccezion fatta, ovviamente, per il “Fazzi”.

Eppure che qualcosa non va è evidente. Poco più di un mese fa, erano stati il presidente regionale di Cittadinanzattiva, Anna Maria De Filippi, e la responsabile locale del Tdm, Eleonora Malagnino, ad intervenire sulle criticità del Pronto soccorso, dove erano stati “ricoverati” otto pazienti per indisponibilità di posti in tutti gli ospedali della Provincia. C’era persino chi si trovava in astanteria da circa cinque giorni.

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