Gallipoli, cinque programmi a confronto

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Palazzo Balsamo, foto di Emiliano Picciolo

Gallipoli.  Legalità e trasparenza: sono due tra le principali esigenze avvertite dai candidati sindaco nei loro programmi. Ma in tutti si avverte anche la necessità di garantire quella “stabilità amministrativa” assente da anni. «È indispensabile che fra gli eletti si debba sottoscrivere un forte impegno programmatico che comporti stabilità amministrativa sino alla fine della legislatura», scrive Francesco Errico.Si tratta di una sorta di “codice etico” che servirebbe a tutelarsi visto quanto accaduto nelle ultime due consiliature e per “recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini”.

Poi i programmi – almeno sulla carta – entrano subito nel vivo dei problemi che attanagliano Gallipoli da tempo immemorabile. Toti Di Mattina punta tutto sull’attuazione del “piano traffico” con la creazione di parcheggi per risolvere l’intasamento in città e lungo i litorali. Francesco Errico rilancia l’idea, già del commissario Mario Ciclosi, della chiusura al traffico della litoranea sud e la costruzione di parcheggi nella zona posteriore.

“Decoro e pulizia” promette Aldo Petrucci per una città che ha conosciuto  “lo squallore” in questi ultimi anni. Idea condivisa anche da Giuseppe Perruccio.  Ma il vero confronto avviene sui grandi temi, dalla variante al Piano regolatore, con la formazione del Piano urbanistico generale, al porto turistico, passando dall’ospedale, alle  aree portuali, alla pesca, al depuratore e più in generale al rilancio del turismo.

Titti Cataldi propone la creazione del “Nuovo marchio Gallipoli” mentre per la pesca, Petrucci auspica “interventi tesi ad alleviare la grave crisi economica in cui essa si trova con la diminuzione del carico fiscale sul gasolio”.

Il porto turistico, croce e delizia delle passate amministrazioni, fa pensare ad Errico ad un Piano regolatore generale della Portualità, per garantire “la sua coesistenza con la nutrita realtà peschereccia e con quella mercantile”. Secondo Toti Di Mattina si deve passare attraverso “lo studio del traffico mercantile per l’ottimizzazione delle risorse attuali e l’individuazione di nuovi siti per l’insediamento di nuovi porti: turistico e peschereccio”.

Priorità per la Cataldi è quella di “dotare la flotta peschereccia di un porto adeguato” e utilizzare una “parte del porto mercantile come terminale crocieristico”. Aldo Petrucci si impegna, invece, a valutare “i progetti di portualità turistica”, insieme alle associazioni e ai rappresentanti del mondo dei pescatori e della cultura. Perruccio è per uno studio per la razionalizzazione dei porti, in particolare per quello turistico che potrebbe trovare posto sul lungomare di scirocco “solo se le compatibilità urbanistiche lo consentiranno.” Insomma, par di capire che per adesso il porto turistico non intravede ancora un approdo.

Sui rifiuti  Giuseppe Perruccio propone l’introduzione di “innovativi metodi di raccolta e spazzamento”  con il potenziamento della raccolta differenziata mentre Aldo Petrucci suggerisce una “modifica totale del rapporto con la società che cura il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani”. Il Comune, secondo Petrucci non deve essere socio della ditta che gestisce il servizio, altrimenti non si può contestare un servizio scadente.

Nell’ambito del sociale, Toti Di Mattina pone l’attenzione alla realizzazione della piscina e del palazzetto dello sport: i giovani gallipolini lo aspettano da tempo, dice il candidato.  Per Francesco Errico devono ritornare i “Grandi eventi”, già cavallo di battaglia delle amministrazioni Fasano, oltre alla istituzione delle consulte civiche di quartiere. Attenzione anche al recupero di “frazioni e borgate”, quali Baia Verde, Rivabella e Lido Conchiglie.

La rivalorizzazione del Centro storico è tra i punti comuni dei cinque candidati, ma con obittivi e modalità diverse ovviamente. Tutti parlano anche della destagionalizzazione del turismo che “possa permettere alle aziende locali di poter lavorare per tutto l’anno”. Titti Cataldi propone un progetto di “riconversione dei locali del Ceduc come area fieristica e centro congressi con l’utilizzo delle aree antistanti come parcheggio durante la stagione estiva e la riconversione dello stabile come centro polifunzionale, teso ad ospitare fiere, expo, conferenze, convegni e mostre”.

In definitiva, idee tante e – si spera – ben pensate e ponderate. Ma perchè qualunque proposta non rimanga nel libro dei sogni, è essenziale un ingrediente: un sindaco e una giunta stabili.

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