Gallipoli – Sciopero di tutti i lavoratori di Progetto Vendita srl, un call center, delle sedi di Maglie, Gallipoli e Brindisi per l’intero turno di lavoro dal 18 giugno e ad oltranza, fino a quando cioè non verranno pagati gli stipendi arretrati; inoltre, immediati chiarimenti per i lavoratori assunti a progetto che “nonostante in possesso di contratti regolarmente sottoscritti con scadenza 30 giugno prossimo, in alcuni casi, non sono messi nelle condizioni di svolgere la propria prestazione lavorativa (è successo a Gallipoli): questa la mossa dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil delle province di Lecce e Brindisi. Firmano la lettera Gianni Bramato, Gianfranco Laporta, Tommaso Moscara e Massimo Passabì ed è stata inviata alla società del gruppo Planet Group ed alla dirigente aziendale Mina Missere.

Una tempesta su 450 lavoratori In ballo ci sono 149 posti di lavoro a tempo indeterminato di cui 131 con lettere di licenziamento in arrivo, e 300 addetti “a progetto” che forse dovranno andare a lavorare altrove, se si esclude l’ipotesi peggiore di chiusura delle attività aziendali. I sindacalisti, “nonostante le numerose richieste di chiarimento in merito alle ultime incresciose vicende, denunciano un preoccupante rifiuto dell’azienda al confronto e al dialogo, rilevando di contro, che ha deciso (comunicandolo ai lavoratori con un semplice annuncio in bacheca) di far slittare il pagamento degli stipendi al mese successivo senza motivazione alcuna (quello di aprile che, da accordi doveva essere corrisposto entro il 15 giugno, è slittato al 2 luglio, ndr) senza informare preventivamente le scriventi, peggiorando una situazione già gravemente compromessa”, scrivono nella lettera i rappresentanti dei lavoratori. (foto, dall’alto , delle proteste di Maglie e Gallipoli nei giorni scorsi)

Stipendi non pagati: tensione al massimo “La notizia del mancato pagamento – sostengono Bramato e compagni – ha reso infuocato un clima già teso, con il timore concreto che i bonifici, vista l’assenza totale di garanzie, non arrivino nemmeno in futuro. Sottolineiamo in aggiunta le difficoltà dei lavoratori e delle lavoratrici che senza retribuzioni, in alcuni casi, avrebbero difficoltà anche a sostenere le spese di viaggio per recarsi in azienda.
La situazione è ormai insostenibile e qualsiasi atto di responsabilità, messo in campo in questi
giorni dalle scriventi e dai lavoratori che rappresentiamo, si è rivelato vano a causa di una condotta
aziendale irresponsabile e irrispettosa dei propri dipendenti”.

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