Progetto approvato, presto a Nardò una piscina semiolimpionica

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Il Polivalente

Marcello Risi - ufficialeNardò avrà una piscina semiolimpionica privata. Ma avrebbe potuto avere una piscina comunale, se solo fosse stata rispettata una convenzione del 1990 relativa alla realizzazione di una lottizzazione edilizia.
Una piscina semiolimpionica a sei corsie, con vasca di ambientamento a tre corsie, un’ulteriore vasca per le attività fisioterapiche nonché una palestra, tribuna spettatori, nonché palestra per la preparazione atletica ed il recupero funzionale, sorgerà alla periferia della città. Lo ha deciso nei giorni scorsi la Giunta comunale che ha approvato in via definitiva il progetto presentato dalla “Icos Sporting Club”. Ad ospitare la struttura, da decenni attesa dai cittadini che, per svolgere questo genere di attività sportiva, sono costretti a spostarsi nei comuni limitrofi, sarà una zona adiacente al complesso sportivo del Polivalente, su un’estensione di 11mila metri quadri nel quartiere della Zona 167.

«Il progetto è interessante per il servizio che rende alla nostra comunità –commenta il sindaco Marcello Risi- perché sorgerà nei pressi di un’altra struttura sportiva e ci permetterà di riqualificare, in virtù delle opere di urbanizzazione, un’area che ne ha necessità».
Se, infatti, la “Icos” si farà carico dell’intero costo di realizzazione dell’opera, stimato intorno ai 2 milioni di euro, il Comune si è impegnato a riconoscere l’utilità sociale dell’opera e la Icos gestirà la struttura in regime di convenzione, per offrire a determinate categorie di cittadini in condizioni di svantaggio, abbonamenti gratuiti o tariffe agevolate.

C’è una contropartita che la società ha chiesto, però: l’impegno, da parte dell’amministrazione neritina, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, ovvero acquedotto, pubblica illuminazione, gas metano e rete fognaria, per un costo di circa 400 mila euro.
Ma c’è chi accusa il sindaco di aver dimenticato, anche lui, una vicenda che avrebbe dovuto portare Nardò ad avere già da anni una sua piscina comunale. «Risi dimentica di dire -dicono Pippi Mellone e Graziano De Tuglie di “Andare Oltre”- che non sono mai stati riscossi gli 800milioni di lire di fidejussione versati dalla società Soviva nel 1990 a garanzia di un’opera (la piscina comunale) mai realizzata”.

“Mi sembra strana tutta questa rapidità a concludere una procedura che implica il perfezionamento di una nuova convenzione tra privati, -aggiunge l’ex assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Renna- in costanza di altre convenzioni vecchie di più di 10 anni palesemente, inadempiute dai controinteressati privati, e relative a piani di lottizzazione privati e che se rispettate, avrebbero garantito la realizzazione della tanto aspirata piscina. Mi riferisco “all’affare Soviva”, che, alla peggio, dovrebbe garantire, per il Comune l’escussione di una fideiussione ed, alla meglio, la realizzazione di una piscina ed altre infrastrutture di servizio”.

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