Alle accuse a don Quintino non ci crede nessuno

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La sede del Tribunale a Lecce

Alliste. Nessun dubbio, nessuna ombra di sospetto sull’integrità morale di don Quintino De Lorenzis, 34 anni, originario di Alliste, alla guida dal luglio 2010 della parrocchia di S. Gerardo Maiella a Nardò, che il prossimo 28 marzo si presenterà davanti ai giudici della prima sezione penale di Lecce per difendersi dall’accusa di violenza sessuale nei confronti di un immigrato  marocchino di 27 anni.

Tutti, a iniziare dal vescovo mons. Caliandro, i fedeli della parrocchia, le associazioni, uomini politici, hanno rilasciato in questi giorni dichiarazioni che delineano la figura di don Quintino al di sopra di un pur minimo sospetto, punto di riferimento, invece, per tutti, sempre disponibile ad aiutare chiunque si rivolgesse a lui.  E proprio nel contesto della solidarietà si pone il fatto che gli viene contestato.

Come succede in tutte le parrocchie, anche in quella di S. Gerardo c’è un flusso continuo di gente che chiede aiuto, anche generi di prima necessità per sopravvivere. Anche il giovane marocchino, il 14 ottobre 2010, si era rivolto a don Quintino per un sostegno alla sua fragile situazione. E qui si porrebbero le avances sessuali da parte del prete, avances che sono comunque tutte da dimostrare.  In seguito alla denuncia del marocchino, è iniziato l’iter che vede il rinvio a giudizio del sacerdote, chiesto dal sostituto procuratore Stefania Mininni.

Da sottolineare la posizione della Chiesa riscontrabile  in alcuni passaggi della dichiarazione del vescovo Caliandro: solidarietà al parroco e alla comunità parrocchiale, ma anche piena fiducia nella magistratura.
D’altronde la Chiesa sa che casi del genere possono succedere; per questo è stato proprio il Papa a chiedere scusa alle vittime di abusi sessuali.

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