Presicce: la fusione con Acquarica divide il Consiglio. Attesa per ascoltare la presidente Ponzo, passata in minoranza

Presicce – Nuova discussione “istituzionale” sulla fusione tra Presicce e Acquarica del Capo: dopo l’approvazione (all’unanimità) del progetto da parte della VII commissione della Regione Puglia, avvenuta lo scorso mercoledì, il tema torna ora a far discutere il Consiglio comunale di Presicce convocato, in sessione straordinaria, per venerdì 21 alle ore 18.30.

La presidente Ponzo e la nota del Pd Gli occhi saranno puntati tutti sulla presidente Paola Ponzo che nei giorni scorsi ha deciso di passare tra le file della minoranza, ma che ancora ricopre il suo ruolo. «Quando si prende una decisione è giusto che se ne assumano le responsabilità. In aula – afferma la Ponzo – chiarirò la mia posizione in virtù di quello che è stato il mio comunicato e poi si parlerà dei punti all’ordine del giorno». Critiche non sono, però, mancate: da ultimo quelle del Pd locale che la accusa di voler affossare il referendum: «Noi rispettiamo la tua posizione personale sulla fusione ma non condividiamo assolutamente il metodo da te utilizzato per l’ottenimento del tuo obiettivo. Tanto più per il ruolo istituzionale e di terzietà che ricopri».

Le ragioni del “no” Il tema caldo resta sempre quello della proposta di “sospensione del processo di fusione dei due Comuni”. In caso di voto favorevole, il processo subirebbe “uno stop momentaneo”, secondo i  del processo dicono i consiglieri di minoranza che hanno proposto il punto. Ciò che spaventa i consiglieri che hanno chiesto di tornare a discutere in Aula dell’argomento e di procedere “con i piedi di piombo”, è il fatto che “il matrimonio sarà definitivo, senza possibilità di divorzio, anche perchè non ci sono tutte le informazioni necessarie per far votare coscientemente i cittadini al referendum”. «Avremmo voluto – afferma Gianluigi Del Sole – la previsione di un emendamento per rendere il voto del referendum vincolante per avere la certezza del risultato. Purtroppo chi scrive che vogliamo togliere la parola ai cittadini non ha ben compreso che siamo proprio noi a voler dare pienamente loro la parola, informandola».

Dubbi di simile tenore sono stati espressi anche da alcuni consiglieri regionali ieri in commissione: lo stesso Ernesto Abbaterusso, proprio per garantire il maggior numero di votanti, ha pure avanzato la proposta di far votare durante le amministrative (ipotesi questa criticata nei commenti su Piazzasalento.it da Luigi Mele che afferma: «l’idea di accorpare il referendum alle ammistrative, mi pare un controsenso. Se dal quesito referendario emergesse una prevalenza dei “SI”, che senso avrebbe aver eletto un nuovo consiglio comunale e una nuova giunta? Si dimetterebbero poco dopo?»).

«Abbiamo voluto convocare il Consiglio comunale non per fare le guerre, ma per parlare e per cercare di trovare una soluzione la più condivisa. Non siamo contro il referendum – afferma Anacleto Tamborrini, altro firmatario del punto in Consiglio – siamo contro la disinformazione. In un mese non credo che si riuscirà a togliere ogni dubbio».

Fiato sospeso, dunque, per l’esito della votazione in Aula dove sarà presente, da spettatore interessato, anche il Comitato per il no che, come afferma la presidente Francesca Stendardo, “resta completamente disgiunto dalle decisioni del Consiglio”. «Noi  non chiediamo di bloccare il referendum, ma di dare più spazio al confronto, che al momento non c’è stato», fa sapere la presidente che, intanto, annuncia per domenica mattina in piazza Pertini un banchetto di informazione con la distribuzione di materiale informativo.

 

Commenta la notizia!