Presicce, la città racconta grazie a un progetto dell’UniSalento

I beni immateriali costituiscono tutto quello che non si vede, ma che si sente che c’è nelle tradizioni, nei racconti, nelle abitudini di una comunità. Vanno recuperati, censiti e custoditi come i beni materiali (Piazza del Popolo)

Presicce coinvolta in un progetto universitario sperimentale per la valorizzazione dei beni immateriali. Testimonianze, ricordi, accadimenti legati a dei particolari luoghi saranno censiti in una guida tutta nuova. Il gruppo di lavoro, guidato dalla docente Ada Manfreda, ha già recuperato del materiale e ora è in fase di rielaborazione; presto ci sarà un sopralluogo in paese.
«Il nostro gruppo di lavoro, costituito da EspérO-SpinOFF dell’Università del Salento, sta conducendo una ricerca per il Progetto “Apulia”, progetto con cui abbiamo partecipato ad un bando Miur e che pertanto stiamo realizzando il sostegno e il contributo del medesimo ministero, insieme ad un gruppo di spinoff e start-up presenti in tutta la regione Puglia – afferma Ada Manfreda».  «Il progetto – continua – riguarda,  infatti, nel suo complesso tutta la Regione, della parte inerente il Salento ce ne occupiamo noi. Il progetto di ricerca mira al censimento e alla valorizzazione delle risorse che costituiscono il patrimonio immateriale delle comunità».

Sono tre le aree sperimentali individuate nel Salento in cui condurre questa ricerca: un’area nella Grecìa Salentina, selezionando i Comuni di Carpignano Salentino, Martano, Martignano e Sternatia; un’area sulla costa Otranto-Leuca, con i Comuni di Ortelle, Vignacastrisi, Santa Cesarea e Castro; un’area sulla costa ionica, con i Comuni di Salve, Presicce e Patù. «La ricerca prevede una fase di interviste narrative a testimoni della comunità e una fase di ascolto, coinvolgimento e attivazione delle realtà associative presenti nella stessa – continua Manfreda -. È nostra intenzione poter conoscere le peculiarità delle comunità interessate dal progetto, affinché le possiamo inserire e mettere in valore nel “racconto” della comunità che andremo a costruire alla fine della ricerca». E conclude la responsabile: «Questo “racconto-drammaturgia” intenderà proporre un percorso di fruizione del territorio a partire dalle persone che lo abitano e lo animano e dalle realtà associative e produttive che vi operano, attraverso cui far fare esperienza ad un visitatore-turista per immergerlo nella quotidianità dei luoghi». Infine si tratta di rafforzare l’identità e il senso di appartenenza al proprio territorio.

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