«Teatro, che fatica oggi ma siamo contenti»

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Tuglie. La sesta edizione del premio nazionale teatrale “La Calandra”, ha raccolto in piazza Garibaldi, per le quattro giornate dedicate alla manifestazione, un gran numero di appassionati del palcoscenico. Le compagnie in gara proveniano una da Milano e le altre due da Roma; nella serata finale, l’ospite d’onore è stata l’attrice Pamela Villoresi.

«L’unico criterio che ci spinge a scegliere i lavori, su oltre cento elaborati che ci arrivano ogni anno da tutta Italia, da parte di compagnie, professionistiche e non, è solo quello della qualità del lavoro – afferma il regista della compagnia Calandra, Giuseppe Miggiano – e l’originalità dei testi e della messa in scena».

La giuria è composita, non necessariamente vengono chiamati a farne parte esperti, ma comunque i componenti sono scelti in base all’attenzione che riescono a dedicare alle rappresentazioni.

Per questa edizione i giurati erano: Fiorella Nastria, giornalista (Neviano); Gianpiero Pisanello, giornalista (Tuglie); Cosimo Preite, preside dell’Istituto d’arte di Parabita; Alberto Minafra, drammaturgo e regista (Galatina); Laura Fracella, dottoressa in Scienze dell’educazione (Gallipoli); Raffaele Margiotta, regista e attore (Galatina); Cinzia Lupo, scenografa (Copertino); Francesco Calasso, operatore culturale (Copertino); Federica De Prezzo responsabile giuria, attrice di Calandra (Collepasso); Enzo Pagliara, storico e scritore (Tuglie).

La vincitrice del premio viene decretata in base alla capacità di espressione della compagnia in gara.
«Siamo contenti del risultato, anche perchè, soprattutto in questo periodo, fare teatro è difficile non solo per questioni economiche, ma anche culturali – continua Miggiano -: molti assessori vogliono riempire la stagione con eventi che attirino il publico ma che non hanno qualità». Caratteristica che non manca alla Calandra, impegnata sempre su palchi nazionali.

«Fortunatamente facciamo tanti spettacoli – continua il regista -, l’anno scorso abbiamo vinto tre premi nel Lazio, Umbria e Toscana con spettacoli nostri originali».
Queste manifestazioni servono ad avvicinare nuove leve? «Si, ma il teatro è uno sport faticoso, richiede tanto impegno – conclude – e se non si è abbastanza motivati si lascia, non basta innamorarsi del teatro, bisogna avere costanza e impegno».
Il premio, che rappresenta il simbolo della compagnia, è realizzato dall’artista di Parabita, Giuseppe Carlino, artigiano conosciuto in tutto il mondo.

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