Il Premio Barocco fa 43

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Il presidente Cartenì con Mazzotto e Forattini

Gallipoli. Sabato 21 luglio, alle ore 21, nel teatro Italia di Gallipoli ritorna il Premio Barocco, uno degli eventi dell’estate. Niente scenario del porto e del mare e niente Rai: troppi costi, nell’uno e nell’altro caso, la motivazione mai come in questi tempi più che giustificata.

«Non posso mettere a repentaglio il futuro della mia famiglia più di quanto abbia già fatto finora», afferma l’indiscusso patron Fernando Cartenì, che non manca di sottolineare lo scarsissimo appoggio degli enti pubblici. «Col sindaco appena eletto abbiamo avviato il discorso che però si concretizzerà l’anno prossimo, spero», aggiunge il presidente del Premio Barocco.

Solo 1.500 i posti del teatro (prevendita presso il botteghino in corso Roma) ma decine e centinaia di migliaia possono essere gli spettatori che da tutta l’Italia e dal mondo possono collegarsi via satellite alla kermesse giunta alla sua 43ma edizione. La piattaforma satellitare sarà quella di Sky, il numero del canale è l’879.

In un modo o nell’altro, è comunque la svolta tra arte e spettacolo. Ma non sarà un “Barocco” in tono minore, assicurano gli organizzatori. Sul palco a condurre di sicuro ci saranno Attilio Romita, giornalista Rai e non solo, e la showgirl Rossella Brescia, entrambi personaggi nazionali di origine pugliese.

Tra gli ospiti, in un programma ancora in fieri mentre si va in stampa, è venuto meno Fabio Concato e la sua musica d’autore (verrà sostituito con un altro grande nome). Ci saranno invece, portando allegria e grande spettacolo, i Sud Sound System: un “atto dovuto” questo, secondo gli organizzatori, per rendere onore “alla loro volontà e al loro talento”. In scena anche gli Effetto Doppler, una band salentina. Il patron poi annuncia un “colpo” per ora tenuto sotto stretto riserbo per motivi contrattuali.

I premiati saranno insigniti della Galatea Salentina, opera bronzea firmata dallo scultore e artista Egidio Ambrosetti, ispirato alle Nereidi, le grandi divinità marine presenti costantemente nella mitologia greca e, dunque, nella Magna Grecia.

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