«Posti bellissimi e poco curati»

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Il gruppo di amici in vacanza: Mario Quattrocchi, Donatello Marti, Giuseppe Attanasi, Aramis Mazzara, Claudio Nuzzaci, Oronzo Piccinno, Antonio Stanca;

Gallipoli. Difficile immaginare che qualcuno che sia sempre vissuto a Rimini vada a Padula Bianca proprio ad agosto, invece Laura Cafaro ed Enea Filippi, di Rimini, il ferragosto lo passano qui con la loro bambina lontano dalla città che, per tutti gli operatori del settore, è un modello da imitare. «Passiamo le vacanze in vari posti – esordisce la signora, tra cui questo, il Lido dei Pini, che ci piace per la sua cornice naturale tra pineta e mare cristallino.  La differenza con Rimini è immensa, qui c’è la natura, lì ci sono servizi, anche i più impensati». Di imitare Rimini, si parla spesso «Se ti serve una qualsiasi cosa – interviene il marito Enea, riminese doc  –  a Rimini ti guardi intorno e c’è. Qui la natura è fantastica e molti villaggi e lidi si stanno attrezzando, ma si è molto lontani dal corrispondere alle esigenze del turista. Lì, tuttavia, tutto è caos, qui il caos è limitato a qualche strada intasata. Ma se c’è maltempo, da noi, non ti si rovina la vacanza, ci sono tante cose da fare e tanti divertimenti che la spiaggia è secondaria».

A Rivabella incontriamo biondissimi turisti svizzeri, si tratta di Tony Cataldi la cui famiglia è originaria di Collepasso, ma che è nato e vissuto a Berna, e Rukaya Sagesser, svizzera doc «Villeggio a Rivabella da quando ero bambino – dice Tony – perché abbiamo una casa qui vicino al Ponticello. Negli anni la spiaggia libera è peggiorata, mentre i lidi privati si sono attrezzati». Rukaya vede per la prima volta l’Italia «Rivabella mi piace e tornerò, ma c’è poca cura del mare e delle cose pubbliche, un vero peccato, un posto bellissimo».

Tony Cataldi e Rukaya Sagesser da Berna

Poco più avanti un gruppo di amici prende il caffè. Sono Mario Quattrocchi, di Corleone in provincia di Palermo, ristoratore a Sesto San Giovanni, Claudio Nuzzaci, impresario edile, Aramìs Mazzara, proprietario di strutture ricettive, Donatello Marti e Antonio Stanca, tutti di Soleto, Oronzo Piccinno di Maglie, Giuseppe Attanasi che vive tra la Sicilia e l’estero. «Ogni mattina prendiamo il caffè al Ponticello, gustandoci il mare – esordisce Claudio Nuzzaci – e ci rilassiamo nella splendida cornice naturale, dimenticando problemi e impegni. Il tratto di spiaggia pubblica e di piccola pineta, è abbandonato a se stesso e noi proprietari ogni anno ci accordiamo per pulirlo, ma il Comune dovrebbe fare la sua parte. Certo, giacché per mestiere mi occupo di edificazione urbanistica, non posso non notare l’inutilità del semaforo, che blocca il traffico, invece di smaltirlo come farebbe una rotatoria o la mancanza di illuminazione che rende pericolosa la strada tanto che la settimana scorsa una signora è stata investita».

«Non servono quantità di denaro immense – interviene Aramis Mazzara – serve la volontà  di tener le cose per bene, perché noi privati offriamo tutta la nostra collaborazione e gli stranieri sono soddisfattissimi del posto, ma se mettiamo a rischio la loro incolumità…».

A Lido Conchiglie turista da sempre, Alba Stamerra di Varese «La mia famiglia è originaria di Tuglie e ho soggiornato per molti anni nello stabilimento di Mesciu Peppe. Tanto mi piace il posto che ho comprato una piccola casa a Sannicola, tuttavia, essendo a Varese presidente dell’associazione “a.ambiente” non posso non notare la terribile situazione dei rifiuti. Mi auguro che la situazione migliori».

Maria Cristina Talà

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