Portaccio: «Abbassiamo i toni e ripartiamo uniti»

TAVIANO. Assindustria in crisi tra veti e dimissioni, interviste al vetriolo, distinguo e prese di posizioni. Si è detto e scritto molto sui media circa la contestata conduzione del presidente Pier Nicola Leone De Castris, che si dice pronto a ricandidarsi nonostante le critiche di verticismo e lontananza dagli interessi reali delle imprese. Tra i contestatori anche il vicepresidente  – pure lui dimissionario insieme ad altri sei esponenti del direttivo tra cui Augusto Romano di Matino – Vincenzo Portaccio (foto), numero uno del comitato piccola industria. Un vero e proprio scontro che ha finito col lacerare ulteriormente gli animi e l’associazione degli industriali.

Ma alla viglia dell’estate qualcosa va cambiando rispetto alle alte tensioni di pochi giorni fa. Davanti al muro contro muro forse si sta facendo strada la voglia di fermarsi e riflettere e lasciare che le varie posizioni trovino la loro giusta collocazione. È un invito alla calma, alla moderazione, allo smorzare i toni arriva infatti anche da Portaccio, da parecchi corteggiato affinchè si candidi per la presidenza di Assindustria.   «La bufera – afferma l’imprenditore – rischiava di raggiungere posizioni insostenibili. Si rischiava una crisi dai contorni indefiniti. E in questo momento di grave crisi nazionale e internazionale non possiamo permetterci di disunirci e sparare a zero contro tutti. Moderiamo i termini, riflettiamo sul da farsi, in seguito le cose andranno per il verso giusto».

E aggiunge: «All’interno di Assindustria abbiamo tante persone di buon senso, con anni di grandi tradizione alle spalle che sapranno suggerire la strada da percorrere per uscire dal tunnel della crisi. Ci vorrà, forse, un po’ di tempo ma lasciamo che gli animi si calmino e che si dia inizio ad una riflessione interna e costruttiva. Assindustria ha bisogno della collaborazione di tutti, giovani e meno giovani, grandi e piccoli imprenditori. Solo così tracceremo la strada del nostro futuro». Riaprire il confronto, dunque e far slittare tutto in autunno, fermando le bocce: è la proposta di portaccio, lanciata da Taviano.

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