Pino, una vita in musica

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Il furgoncino, compagno di mille viaggi, sul quale c’era scritto il nome del gruppo storico di Zacchino, “Gli angeli infernali”

Gallipoli. Generoso, sempre disponibile, eclettico. Non sono convenevoli. Chi ha avuto la fortuna di conoscere Pino Zacchino sa bene che era proprio così, anzi, era molto di più. Un amico come nessun altro.

«Compagno d’armi e d’avventure è la definizione giusta – afferma il produttore televisivo Nello Marti – ha fatto parte della mia struttura per moltissimi anni. Un uomo che ha dato tutto per la musica, ha lavorato con grandi nomi italiani ma soprattutto stranieri, come il maestro cubano Perez Prato. Zacchino lo porto nel cuore. Con lui è stata una bellissima avventura, pochi, nel mondo dell’arte, sono come lui».

Marti, così come tanti altri che lo hanno conosciuto lo ricorderanno nella serata del primo dicembre “Una voce per la speranza”, un gran galà per la beneficenza, organizzata dalla Pino Zacchino onlus. «Eravamo molto amici al di là del lavoro – confida Tommaso Zuccaro, direttore artistico del memorial – aveva molta esperienza, ho imparato tanto da lui. Ho avuto il piacere di conoscerlo, mi rimane il piacere di sapere che apprezzava il mio modo di lavorare».

Carismatico, dalla voce potente, coinvolgente. Questo il ricordo del chitarrista Franco Chirivì, che aggiunge: «Parlava sempre in italiano ma fuori, spesso e volentieri parlava in dialetto. Lo faceva apposta per farsi rispettare. E funzionava». Zacchino era fuori dagli schemi, aveva una grande presenza scenica (riusciva a suonare la chitarra con i denti) e giù dal palco era una persona umile.

«Non so quanto tempo occerrerebbe se dovessi raccontare tutti i ricordi che ho di Pino – dice al telefono, con tono affettuoso Vincenzo Gatto, batterista del suo gruppo – ce ne sono milioni. Non era solo un musicista, era anche un po’ meccanico: negli anni ‘80 viaggiavamo molto per raggiungere i luoghi dei concerti e quando il furgoncino si rompeva, lui era bravissimo ad aggiustarlo».

Il furgoncino degli “Angeli infernali”, questo il nome del gruppo, ha girato l’Italia e non solo. E’ arrivato pure in Svizzera. Ma il suo nome è legato anche ad altri nomi della musica e dello spettacolo. «Ricordo l’incontro con Panariello, ospite al Premio Barocco – racconta il patron Fernando Cartenì – in passato, quando ancora il comico toscano non era famoso, hanno lavorato insieme, e una volta a Gallipoli lui volle proprio reincontrarlo».

«Zacchino ha dato un’impronta musicale alla città» – dice Cartenì, mentre Marti conclude: «Si dovrebbe intestare una via in suo onore». La serata di beneficenza in onore di Zacchino si terrà presso il Teatro Italia, alle 20,30. Il ricavato sarà devoluto alla Lilt. Per informazioni chiamare al 392/0708276.

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