Gallipoli – Subito la ripresa del tavolo tecnico (esperimento iniziato un anno fa circa e durato qualche mese) e subito gruppi di lavoro per arrivare a novembre con la bozza del piano turistico di Gallipoli e dei paesi che gli stanno intorno: dopo quasi tre ore ed a pochi minuti dalle 23, ieri sera nel castello la convention sull’industria delle vacanze si è conclusa con i tempi dettati dall’assessore all’Industria turistica della Regione Loredana Capone. Quasi come si era aperta con il Sindaco Stefano Minerva, con accanto il neo assessore Antonella Russo: “La Regione ci accompagni in un percorso più definito e solido attraverso step precisi per ciascuno di noi, dal Comune, agli operatori turistici, a quelli dei servizi. La sfida è Gallipoli città turistica tutto l’anno”, che non vuol dire per Minerva solo allungamento della stagione – puntando sulla cultura, come detto da più parti – ma anche una “nuova stagione di regole e diritti certi, di servizi migliori”.

Le norme “labili e mobili” Avendo toccato con mano e, in alcuni casi, in modo piuttosto pesante cosa voglia dire la labilità di norme e

Ferruccio Errico

interpretazioni sul futuro di aziende e società nate in questi anni del boom, proprio dalla classe imprenditoriale più matura è venuto quasi un coro: “Dateci in questi mesi a venire regole certe, inequivocabili, entro cui possiamo muoverci senza rischi non prevedibili”, ha esclamato Ferruccio Errico, uno dei titolari del Parco Gondar e componente dell’associazione dei commercianti ed imprenditori di Gallipoli. “Regole certe, questo ci vuole; dati certi,  tempi certi per poter investire in assoluta sicurezza”, ha sottolineato Giuseppe Coppola, presidente del settore Turismo di Confindustria della provincia di Lecce. “Finora il successo è stato dovuto a singole attività  di bravi e lungimiranti imprenditori, non ad un disegno strategico. Adesso è il momento di cambiare passo  e costruire una visione di lungo respiro”. Coppola ha fatto propri i punti da approfondire presentati dal sodalizio citato per cui hanno preso la parola il presidente Matteo Spada, Ferruccio Errico e Cristian Scorrano.

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Il pro memoria dell’associazione commercianti e imprenditori “Non possiamo fare finta che nulla sia accaduto: c’è insoddisfazione ed allarme in giro, i cali di fine luglio sono stati importanti ed alcuni segnali li avevamo avuto già la scorsa stagione”, ha affermato Spada. Per l’associazione di commercianti e imprenditori “il ribassismo non va bene come risposta (la riduzione contenuta di ospiti in estate, ndr): c’è bisogno di quei numeri ma va cambiato l’approccio a quei problemi per una gestione più adeguata”. Questi i punti su cui Spada e i suoi chiedono attenzione: qualificazione delle Strutture ricettive turistiche esistenti (Stre) nel vigente piano (specie per le attività di spettacolo); destinazione d’uso e chiarimento per le aree urbanistiche classificate F (attrezzature urbane) e relativi standard per le attività esistenti di pubblico spettacolo con una apposita conferenza dei servizi; destinazione delle attività accessorie di stabilimenti balneari e relative aree parcheggi; litoranea Sud temine lavori e messa in sicurezza aree e viabilità; nomina di tecnico per individuare strumento idoneo per i punti suddetti e relative procedure; parcheggi stagionali e permanenti per la città di Gallipoli e aree di prima accoglienza turistica quali infopoint diffusi; istituzione e avvio dei due distretti (Turistico e Commercio); eventuale adesione del Comune ad una associazione temporanea d’imprese con imprenditori e associazioni “che legittimi le precedenti richieste”; tavolo con Regione e Prefettura per l’attuazione del patto integrato per la sicurezza già da oltre due anni sottoscritto; un osservatorio sulla tassa di soggiorno.

Il record di presenze del 2016 è stato battuto nel 2017; in quattro anni si è passati da 3 milioni a 3 milioni 800mila presenze in Puglia; il Salento è stato il pivot della regione con, nell’ordine decrescente, Ugento, Otranto, Lecce, Gallipoli e Melendugno: il coordinatore del piano strategico del turismo – con scadenza 2025 ed una dotazione di 12 milioni all’anno – Luca Scandale ha presentato un quadro generale che registra sostanzialmente un lieve calo dovuto, per lo più, al turismo interno ma che quello estero, pur in aumento, non riesce a compensare: meno 2 % gli arrivi, meno 6 le presenze nei primi sette mesi. Dati ovviamente ufficiali, forniti finora dal 70% delle strutture ricettive pugliesi, perché i numeri reali confermano che per un turista “visibile” e tracciabile, ce ne sono cinque in nero e all’oscuro. A risentirne di meno sono gli alberghi ed i campeggi, secondo le prime indicazioni che emergono.  Anche se Vito Ria ha lanciato un grido d’allarme: “Abbiamo subìto un abbattimento dei prezzi per camere del 30%, a costi invariati; sempre più difficile coniugare qualità a quantità”.

Quella comunicazione fasulla ma irrefrenabile Grande spazio è stato riservato negli interventi all’inedito funzionamento della comunicazione e dei “sentiment” nei social più frequentati cone Facebook. Il meccanismo secondo cui una presunta notizia (come il balcone in affitto dell’anno scorso o lo stupro senza alcuna traccia di due anni fa) comincia a diffondersi in maniera tale da rendere pressoché vani i tentativi di replica e rettifica, ha colpito anche Gallipoli, la sua notorietà. Spesso ad alimentare sentimenti avversi sono stati proprio alcuni gallipolini “che si sono sentiti usurpati dai turisti”, come ha affermato Brunella Rausa (Cna balneatori). C’è chi ha invocato un “ufficio comunicazione tipo caterpillar” (Mauro Della Valle, Federbalneatori); il Sindaco ha elogiato “il muro alzato tutti insieme contro attacchi feroci alla città”. Eugenio Chetta (foto), operatore culturale, ha esortato a far leva sui tanti punti di forza; per il resto “gli attacchi della stampa ci sono, è vero, e meno male direi…”. Come il parco Isola di Sant’Andrea – Punta Pizzo: meno rifiuti abbandonati, crescente interesse, ma anche governance adeguata e invocata dai turisti al pari della sicurezza, come rilevato da Maurizio Manna (Legambiente).

Il territorio interessato Il presidente del Gruppo di azione locale Terra d’Arneo, di cui fanno parte i Comuni di Nardò (capofila), Alezio, Copertino, Galatina, Galatone, Gallipoli, Leverano, Porto Cesareo, Racale, Salice Salentino, Sannicola e Veglie, ha introdotto un tema direttamente collegato al ruolo ad al futuro della città jonica (unico Sindaco presente dell’area è stato Donato Metallo di Racale). “Avrei esteso l’invito a partecipazione a questa convention anche agli amministratori di tutti i paesi del territorio: bisogna lavorare in sinergia, fare rete per essere più forti e solidi – ha detto il presidente Cosimo Durante – puntando con decisione sulla qualità dell’accoglienza”. Dalla pesca alle crociere previste per l’anno prossimo, ai parchi (ancora senza piani di gestione “pur essendoci i finanziamenti”). Se ci sono rischi di “over turism” (troppe presenze) “decongestionare Gallipoli deve essere tra i principali obiettivi – ha sottolineato Vito Ria – coinvolgendo il resto del territorio; anche Gallipoli dal mare può favorire questa operazione”. L’argomento è stato richiamato anche dal’assessore Capone in chiusura, quando ha sfidato tutti quanti a fare gruppo, a disegnare un’opera unica, a trovare un metodo di lavoro collettivo “che ancora non c’è”, ad affrontare il neo dei collegamenti urbani ed extraurbani: il piano turistico insomma, “per Gallipoli, perché questo è il brand che funziona ed anche per il suo territorio”. Ma per farlo non occorre la Regione: “Dovete assolutamente farlo voi, deve essere vostro; poi la Regione farà la sua parte, statene certi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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