Aiuti e sostegni ai più bisognosi: si cambia marcia

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Gallipoli. L’inchiesta di questo giornale sui gravissimi, straordinari, colpevoli  ritardi nell’applicazione del piano di aiuti sociali del distretto di Gallipoli (link 1link 2) sembra aver dato una accelerata all’affannosa ricerca di vie d’uscita degli otto Comuni che ne fanno parte.

Aver speso dal 2006  appena 900mila euro ed averne accantonati di fatto 6 milioni, davanti ad una popolazione di 75mila persone con un numero crescente di bisognosi reali, se non è scandaloso poco ci manca.  Ne sono benconsapevoli ormai anche gli amministratori dei Comuni di Gallipoli (di nuovo senza governo e con un nuovo commissario), Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie, che compongono il distretto sociosanitario. Alcuni di loro, per la verità, considerata la pesante incidenza sul buon funzionamento del piano sociale da parte della instabilità del Comune capofila, da tempo avevano avanzato l’idea di affidare la gestione del programma contro il disagio e la povertà ad un’altra struttura; si è parlato di consorzio, di aossciazioni tra enti locali…

«Alla fine – dice Roberto Falconieri, sindaco di Melissano – ci siamo orientati sull’Union e dei Comuni, che ha suoi organismi e non è soggetta alla crisi di questa o quella amministrazione». Si cambia passo, dunque, almeno sulla carta: «Il tempo perduto non si recupera più, è evidente – ammette Falconieri – per colpa delle nostre impreparazioni, del peso dei campanili, di altri elementi di debolezza, ma entro novembre tutti i Comuni dovranno aver approvato lo statuto della nascente Unione, per poi procedere subito alla nomina degli organismi e mettersi al lavoro».

In questa fase di passaggio sarà ancora il dottor De Magistris, segretario generale del Comune di Gallipoli, a tenere le fila di quanto c’è da fare, almeno fino al 31 marzo 2012: «E’ indispensabile in questo momento uno con la memoria storica della complicata materia», spiega il sindaco di Melissano.  E probabilmente il fatto che Gallipoli (capofila) sia retta adesso da un commissario stroardinario e non da un esponente politico, faciliterà il superamento del nodo-presidenza dell’Unione dei Comuni: si farà a rotazione, come è di regola in questi concessi.

Come si ricorderà, ci sono “impegnate” sulla carta e non spese somme per un totale di 6.278.805 di euro, destinate a varie forme di assistenza e di sostegno, dalle madri sole all’assistenza domiciliare integrata, dal segretariato sociale alla Educativa a famiglie e minori, dai disabili psichici a quelli fisici; e poi centri diurni, prevenzioni primarie e secondarie, affido familiare, sportello immigrazione, servizi ai tossicodipendenti, prima dote per i neonati, sostegni sociolavorativi. Insomma, è come immaginare una enorme ondata di sollievi ai più sfortunati e talvolta disperati, bloccata da una diga infame.

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