Per oggi ci crediamo. Poi controlleremo

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fernando-daprileFra un anno saremo qui a chiedere conto dei come e perché, a discernere – con i fatti alla mano – tra promesse fondate e parole di propaganda.
In ognuno di questi e di altri casi ci potrebbe stare la domanda: perché non lo avete fatto prima? Perché è così difficile preparare per tempo un calendario di eventi da poter diffondere in Italia e nel mondo? Altrove si fa da diversi lustri: si poteva chiedere consiglio… Oppure: che i centri storici possono morire di traffico, abusivismo e degrado è noto proprio a tutti: adesso si passerà davvero alle cure? Ancora: il Politecnico della moda può essere una buona vecchia idea da rilanciare concretamente per traghettare operai specializzati e imprenditori capaci verso la moda col marchio spendibile: non è che adesso ci si azzuffa su dove stabilire la sede, fino a non farne nulla? Ma è mai possibile costruire costose strutture pubbliche per poi abbandonarle a se stesse fino a renderne assai problematico il recupero e l’utilizzo? Ci possono stare venti anni prima di consegnare una scuola ai suoi legittimi abitanti, gli studenti? No, non ci può proprio stare.   

Ma piuttosto che trovare i perché di ritardi, disguidi e amnesie (rispetto a conclamati programmi elettorali, per esempio), preferiamo prendere nota degli impegni presi. In parte già realizzati, come una litonarea unica che attraversa quattro Comuni e spinge questa fascia costiera in Europa. Anche qui, non importa tanto chi ha posto il primo benefico tarlo nella mente di quegli  amministratori; rilevante resta il cammino ancora da fare su cui vanno osservati i passi e i tempi.
Insomma, proviamo ancora una volta a vedere il pensiero positivo, intrecciato ad azioni altrettanto proficue e di qualità; sottolineiamo le punte di coraggio, lungimiranza e perseveranza. Perdoniamo chi si è perso un po’ per strada ed ora dice: Si farà. Ci crediamo, stavolta; diamo ancora fiducia.
Ma fra un anno saremo ancora qua. E già.

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