Per loro è già Aurora

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Gli sposi Emanuele e Claudia (foto di Giovanni Strusi)

Sannicola.E la sposa, a pochi minuti dall’inizio della cerimonia, lasciò lo sposo sull’altare e gli invitati nella navata, uscì da una porta laterale e dismise l’abito nuziale. Non perché ci avesse ripensato, ma perché c’era una  terza persona che aveva bisogno di lei: la piccola Aurora, di tre mesi, che aveva urgenza di mangiare «Mi ero domandata cosa avrei fatto se la piccola avesse reclamato la sua poppata proprio durante la cerimonia – afferma sorridente la sposa Claudia Conte – e non ho avuto dubbi: mi sarei occupata di lei e poi sarei tornata alla celebrazione». Così, dieci minuti dopo, ecco ricomparire la sposa e porsi accanto allo sposo. «Iniziamo bene!» ha affermato lui facendo sorridere la sposa, il parroco e tutti gli invitati. La cerimonia prevedeva anche il battesimo della piccola: «Aveva un meraviglioso vestitino in tulle rosa, tipo nuvoletta – dice Claudia –  ma col caldo, era il 23 agosto, le si stava irritando la pelle e così glielo ho tolto lasciandola solo con il pannolino e avvolgendola in un asciugamano bianco: l’ abbiamo battezzata così. Alla fine don Piero ha detto che una cerimonia così movimentata non l’ aveva mai ufficiata».

Il battesimo della piccola Aurora, dopo le nozze (foto di Giovanni Strusi)

La storia d’amore tra Emanuele Giorgino, 35 anni e Claudia Conte, 30 anni, entrambi di Sannicola, è singolare.  «La nostra è stata una storia travagliatissima – conferma la sposa – a riprova che il vero amore non teme il tempo né i fatti della vita: siamo stati fidanzati per circa un anno, quando io ne avevo 18. Eravamo innamoratissimi, ma le cose non andarono bene. Lui, avendo perso il padre in giovane età, era stato costretto a crescere prima del tempo. Allora lavorava in discoteca in un’agenzia di sicurezza ed era un uomo a tutti gli effetti, affascinantissimo, ma io mi sentivo una ragazzina, molto legata alla mia famiglia, avevo vincoli di orario (alle 10 dovevo essere a casa) e non ero pronta all’impegno che lui mi chiedeva. La relazione si interruppe e io partii per l’università. A Urbino ho studiato scienze motorie. Ho conosciuto altre persone, lui ha avuto una storia molto importante, sembrava che la vita ci stesse portando in direzioni opposte». Il sentimento che li aveva uniti, ragazzini, tuttavia non si era mai spezzato «Quando mi innamorai di lei la prima volta – conferma lo sposo – mi piaceva tutto, il carattere, il sorriso, tutto. Sebbene ci siamo allontanati per molti anni e ciascuno di noi ha vissuto la sua vita, ci ha sempre uniti qualcosa, un filo, che non si è mai spezzato».

Quando, tre anni fa, Claudia è rientrata da Urbino per lavorare come istruttrice di nuoto per  bambini, il fuoco si è riacceso. Dopo un anno di fidanzamento Emanuele già chiedeva a Claudia la convivenza. Qualche incertezza e sembrava che di nuovo la storia stesse per naufragare: «Ma ero fiducioso – conferma Emanuele – sapevo che avremmo superato ogni difficoltà». In effetti l’anno scorso in luglio i due innamorati sono andati a vivere insieme e ad agosto era già in arrivo Aurora. Il movimentato matrimonio – battesimo suggella l’amore. «La sera prima delle nozze – continua la sposa – Emanuele ha fatto cantare per me una serenata. Adoro le tradizioni e ci tenevo ad uscire da casa dei miei genitori al braccio di mio padre. La chiesa era decorata in un trionfo di rose beige con sfumature rosa come il  bouquet preparati da Zumummi e all’uscita ci  attendeva un Ape con due poltrone con cui abbiamo fatto il giro della piazza».

Maria Cristina Talà

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