Per Borsellino fino a Palermo

by -
0 1252

Don Angelo corvo (il primo a sinistra)

Parabita. Le città di Parabita e Palermo vicine per tre giorni in onore ed in memoria di Paolo Borsellino. Guidato da don Angelo Corvo, intimo amico della famiglia del magistrato, un gruppo di giovani parabitani ha, infatti, potuto prendere parte agli appuntamenti organizzati nel capoluogo siciliano per il ventennale dal tragico attentato, avvenuto il 19 luglio 1992, nel quale furono uccisi lo stesso giudice e tutta la sua scorta.

Una tre giorni intensa, all’insegna del ricordo e dell’impegno, vissuta dietro le quinte e a stretto contatto con i protagonisti, tra i chiaroscuri di una verità che dopo vent’anni tarda ancora ad emergere.

Centro della città, per l’occasione, via Mariano D’Amelio, luogo della strage, dove si sono susseguiti incontri, dibattiti e concerti in un’atmosfera né triste né pesante, ma gioiosa e partecipe, per “celebrare la vita e l’impegno di Paolo, non la sua morte”, come ha ricordato la sorella ed europarlamentare Rita Borsellino.

A concelebrare la messa del 18 luglio, su un palco allestito davanti al luogo dell’esplosione (com’era volontà della madre di Borsellino) lo stesso don Angelo Corvo (a sinistra nella foto), insieme all’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo e ad altri prelati locali.

Tra i momenti più significativi del memoriale, anche la rara testimonianza di Manfredi Borsellino, che nella chiesa di San Domenico – dove si celebrarono i funerali delle vittime – con in braccio il piccolo Paolo jr, ha riletto e riproposto con la voce rotta dall’emozione le parole che il padre dedicò al collega Giovanni Falcone e alla lotta alla mafia come movimento culturale.

DP

Commenta la notizia!