Giovannino De Masi, pettine e rasoio al chiodo: ma quante teste sono passate sotto quelle mani

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Giovannino De Masi (al centro) circondato dai suoi “discipuli” Oronzo Endemione, detto “Ronzino” (a sinistra) e Giovanni De Micheli

Casarano. Ha appeso al chiodo pettine e rasoio e dopo oltre 45 anni di onorato lavoro è andato in pensione. Da inizio anno è, infatti, a riposo Giovannino De Masi, titolare dello storico salone da barba di via Dante, punto di riferimento per diverse generazioni di casaranesi.

Da lui sono passate varie personalità cittadine (dai senatori Francesco Ferrari e Salvatore De Matteis al notaio Italo Aromolo) ma anche molti calciatori degli anni d’oro della Virtus (dai fratelli Pedone a capitan Gigi Vento sino ai più recenti Passoni, Francioso e Miccoli).

«Posso dire di aver servito tutti, indistintamente, con la stessa umiltà e disponibilità perché questo mestiere è nel mio dna» afferma il neo pensionato.
L’importante traguardo raggiunto è stato onorato con una festa a sorpresa organizzata da parenti e amici proprio all’interno del salone, e proprio nel primo giorno di pensionamento.

Accanto a lui anche alcuni suoi “discipuli”, ovvero i ragazzi di bottega che un tempo erano soliti frequentare gli artigiani per apprendere il mestiere. «Imparavano l’arte e l’educazione ma da ultimo ci è stato impedito di dar seguito a questa bella tradizione, che aveva un’importante funzione sociale, per i troppi lacci imposti dalla legge» afferma con amarezza Giovannino (solo per l’anagrafe Ippazio).

Accanto a lui nel giorno della festa proprio due suoi allievi, Oronzo Endemione (detto Ronzino) e Giovanni De Micheli, oggi affermati parrucchieri. «Negli ultimi tempi ho tenuto aperto il salone solo per l’orgoglio che mi impediva di chiudere. Non avevo il coraggio – continua Giovannino – di girare la chiave, ma le tasse e i vari adempimenti imposti dalla legge ormai soffocano gli artigiani. Alla fine ho detto basta anche perché, in tutti questi anni, credo di aver lavorato abbastanza».

L’arte la apprende dal maestro Alfredo Manganaro, all’età di appena sei anni, per non lasciarla mai, neppure durante il servizio militare, a Falconara. «Dal mio maestro ho appreso l’importanza di questo mestiere, che rappresenta un vero e proprio servizio. La bottega era in via Roma, quando nel centro c’erano decine di saloni, all’epoca veri e propri centri di aggregazione, frequentati anche da quanti volevano solo fare due chiacchere la sera». Il salone di via Dante viene aperto nell’agosto del 1966. «All’inizio ero in affitto ma lo acquistai nel 1988 ed ho sempre lavorato lì» conclude Giovannino.

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