Paura per don Giorgio di Matino in Siria: la solidarietà del vescovo

Mons. don Giorgio Chezza (3)MATINO. «Questa volta mio nipote non voleva ripartire per la Siria, preoccupato com’era per lo stato di salute del padre, ma alla fine l’obbedienza verso l’ordine ricevuto ha prevalso». È lo zio Agostino Chezza a riferire uno degli ultimi pensieri di don Giorgio Chezza, il prete 44enne uscito indenne dall’attentato che ha colpito la città di Damasco alle 6.30 del mattino dello scorso 5 novembre.

Il parroco di Matino, tornato in Siria da circa un mese, era insieme ad altri colleghi della Nunziatura apostolica quando un’ala, fortunatamente vuota, dell’ambasciata della Santa Sede è stata colpita da un missile. Nessun morto nè ferito ma tanta paura per quello che sarebbe potuto accadere se all’interno dell’edificio ci fosse stato qualcuno.

«Non lo abbiamo ancora sentito, ma per fortuna sappiamo che sta bene», afferma ancora il signor  Agostino il quale riferisce di aver appreso  la preoccupante notizia solo dai giornali. In famiglia e a Matino lo attendono ora con comprensibile ansia pur confortati dal fatto che il prete non abbia riportato alcuna conseguenza in seguito all’attentato. «È stato qui da noi fino a poco tempo fa per stare vicino al padre, ma ora – racconta ancora lo zio – non sappiamo quando potrà rientrare».

Don Giorgio ha ricevuto la solidarietà di monsignor Fernando Filograna, vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli, che lo ha sentito telefonicamente per accertarsi di persona sulle sue condizioni. «Ci stringiamo attorno a quanti subiscono l’ingiustizia dell’odio e della guerra. A monsignor Chezza, figlio di questa amata diocesi, va tutta la nostra solidarietà», ha affermato il vescovo.

“Vicinanza e solidarietà” sono state espresse anche dal sindaco di Matino Tiziano Cataldi: «Don Giorgio è una persona eccezionale, legatissimo alla sua cittadina natale dove torna spesso. Lo aspettiamo presto per riabbracciarlo», ha affermato Cataldi. Don Giorgio svolge servizio diplomatico presso la Rappresentanza Pontificia in Siria dal 2012. È stato ordinato sacerdote il 29 settembre del 1994 e già in passato aveva svolto servizio diplomatico presso le Nunziature di Bolivia, Filippine, Kazakistan e Unione Europea. Vice parroco in diverse comunità, è stato anche cappellano dell’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli.

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