Patate da rinascita

by -
0 3882

patate dop AcliRacalealliste convegno patate dopC’è chi ha appreso che la varietà Sieglinde si chiama così perchè la prima registrazione ufficiale si ebbe in Austria, anni Trenta del secolo scorso: E chi ha scoperto che su questa terra rossa aveva messo gli occhi un certo Francesco Cirio, un centinaio di anni fa: ci provò con la patata di Avezzano, poi passò alle “pasta gialla” infine con un altro incrocio arrivò al tubero dal nome tedesco, come ha raccontato il prof. Pietro Santamaria, facoltà di Agraria dell’Università di Bari. Ma dal convegno di Alliste del 28 aprile scorso – praticamente un seminario di studi – è venuto fuori anche molto altro, di più pratico ed attuale, messo a disposizione di un settoro orticolo che potrebbe adesso avere molto da dire e da dare, in termini di redditi, dopo i patimenti e le crisi a ripetizione degli anni Settanta e successivi. La “Novella di Galatina” è la prima a maturare, è la più buona ed è l’unico prodotto orticolo di Puglia a marchio Dop.
La sua origine protetta l’ha sancita l’Unione europea nel settembre scorso, dopo un percorso lunghissimo avviato dall’allora Sindaco alistino Anna Campagna (citata da un po’ tutti) e da altri amministratori della zona interessata e tenuto in piedi fino al traguardo finale dall’impegno della Coldiretti che ha incaricato l’agronomo Mario Trosi di curare il percorso tecnico-burocratico. «La cronistoria per arrivare al Disciplinare (che racchiude le norme di coltivazione per ottnere il riconoscimento, ndr) racconta tutte le difficoltà in un percorso iniziato senza fortuna negli anni ‘80 e rilanciato nel 2000», ha ricordato nel convegno Aldo Reho di Racale, imprenditore e “compagno” di Troisi nell’avventura finita bene “nonostante il rigetto della richiesta nel 2009 da parte del Ministero, dopo averci lavorato per sei anni”. «Ora i coltivatori che seguono le procedure, ancora pochi, sono gli unici a poter usare il marchio Dop e, a differenza di ieri, sono più forti contro speculazioni e contraffazioni», sottolinea Reho, che ha indicato nel Consorzio di tutela l’organo per la vigilanza e lo strumento della promozione del prodotto “che gode di testimonial eccezionali come Benigni e l’attenzione di media come Geo&Geo della Rai”.

Il presidente dell’associazione dei produttori, organizzatrice dell’incontro, Salvatore Manfreda di Felline, ha ricordato come agli inizi la Regione fosse propensa a promuovere la “patata di Puglia” ma la spuntarono i protagonisti di una vasta area dellì’arco jonico: Racale, Taviano, Alliste, Ugento, Acquarica del Capo, Presicce, Melissano, Matino, Parabita, Casarano, Morciano, Patù, Salve, Castrignano del Capo, Sannicola, Gallipoli, Galatone, Nardò e Galatina.
Cosa si possa concretamente fare adesso lo ha detto Davide Luchesa, manager della commercializzazione del colosso “Melinda”, forte dell’esperienza fatta nel Trentino, che peraltro presenta diverse analogie con quanto accaduto da queste parti: superare la frammentazione e la “guerra” intestina ed unire i produttori; creare cooperative e consorzio basati su regole, fiducia e controlli; unificare i servizi comuni (confezionamento, conservazione, commercializzazione, promozione). «Gli ostacoli non mancano ma è così che si superano le crisi», ha affermato Luchesa. Tra i più convinti nel sostegno ai principi alla base di quel grande successo il preside di Economia dell’Unisalento, Amedeo Maizza: «La Dop è punto di arrivo e di partenza con un marchio unico, una comunicazione unitaria, un sistema commerciale condiviso».

Commenta la notizia!