L’estate che verrà

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CAMBIAMENTI RADICALI MA OBBLIGATI Nel grafico cosa prevede nei particolari il piano del Comune, retto da un commissario straordinario, per il litorale sud, il più intasato nel periodo estivo, con evidenti rischi per la salute e l’incolumità pubblica. La linea rossa congiunge il tratto tra lo stadio e il primo ingresso a Baia verde

Gallipoli. Il progetto per la regolamentazione del traffico lungo la litoranea sud di Gallipoli, che da Lido San Giovanni conduce ai grandi alberghi, dopo il canale dei Samari, e la circolazione veicolare all’interno della Baia Verde, ha subito un rallentamento: il suo avvio contemplava anche la gara d’appalto per la gestione di tutti i parcheggi a pagamento del territorio di Gallipoli.

I termini per la presentazione delle domande sono stati  prorogati all’11 aprile (la prima scadenza era il 20 febbraio). Ora i tempi si allungano, anche se l’ex commissario straordinario Mario Ciclosi aveva manifestato l’intenzione di  far partire il progetto il 15 aprile con un perido di prova lungo tre mesi (fino al 15 giugno).

Il piano, come si ricorderà, riguarda il pagamento di un pedaggio che fa alzare la sbarra nei pressi del campo sportivo e transitare sulla litoranea; il divieto di sosta lungo il tratto che va da Lido San Giovanni fino alla prima entrata della Baia verde (senso unico e carreggiata suddivisa tra auto e pista cilopedonale) e la regolamentazione del traffico, attraverso un pass, all’interno della Baia e solo per residenti e villeggianti.

Si prevedeva inoltre la possibilità di parcheggiare nel tratto tra i due ingressi a Baia verde, mentre nel tratto successivo fino al canale ci saranno parcheggi “a pettine” a pagamento a sinistra. Nel periodo da giugno a settembre saranno operativi parcheggi presso il cimitero e il campo sportivo, con bus navetta per portare i bagnanti ai lidi.

Alla base di questi provvedimenti ci sono motivi di carattere ambientale (aumentare la tutela di un ecosistema molto delicato) e di sicurezza (l’intasamento che si crea sulla litoranea è tale da  rendere impossibile il transito di eventuali mezzi di soccorso).

La “rivoluzione” non poteva passare inosservata, ovviamente.  Nonostante il periodo estivo sia ancora lontano, il progetto complessivo di cui ha parlato “Piazzasalento” ha suscitato numerose reazioni sia da parte di chi frequenta quelle spiagge, sia dei gestori degli stabilimenti balneari.  Ecco di seguito alcuni degli interventi pervenuti al sito del giornale, a commento della notizia di due numeri fa.

Bruno, da Charleroi (Belgio) tra l’altro, scrive: «Da 15 anni trascorro le mie vacanze alla Baia verde. Una zona molto bella, che prima era anche molto tranquilla. Da qualche anno in qua il caos si è appropriato della litoranea, i weekend sono da impazzire, le auto sono mandrie bloccate in un vicolo cieco, nelle strade della Baia Verde ogni centimetro quadro è occupato dalle auto, i residenti non riescono a volte a uscire di casa. Una soluzione bisognava trovarla. Quest’iniziativa non sarà la migliore, ma è già qualcosa».

Dalla Svizzera, C. Della Rocca non è per niente entusiasta della soluzione: «Noi emigranti abbiamo passato una frontiera adesso ne passiamo ancora un’altra per andare in spiaggia da Lido San Giovanni alla Baia Verde. Deve vergognarsi chi comanda Gallipoli. Vediamo se i Gallipolini si ribellano. E’ una vera vergogna e una ingiustizia».  Pure Lucia Casalino  Milano non è per niente d’accordo:  «Io sono pugliese ma vivo a Milano, non mi sembra giusto far pagare un pass in quanto il mare penso che sia di tutti… Comunque il turisno come lo fate voi non va per niente bene, bisognerebbe fare solo dei parcheggi veri e farli pagare».

Mattia Coluccia di Alezio ma residente a Roma, esperto di turismo, come lui stesso si definisce, lancia l’allarme e secondo la sua opinione se non si interviene subito in modo qualificato c’è il rischio “che la nostra cara parte di costa riceverà solo danni ambientali e non, finendo con l’avere una immagine negativa  che comporterebbe una perdita di turisti e quindi di introiti” . Breve e conciso il commento di Fernando Fiorentino: «Per me non è una soluzione giusta».

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