Atleta col cuore subdolo

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LA PREZIOSA INSISTENZA DEGLI AMICI Pasquale Rizzello non può non ringraziare gli amici e la sua palestra per averlo spinto a fare gli accertamenti al cuore, rivelatisi decisivi per la sua vita. Era da due anni che non si sentiva bene: affanni e stanchezza

Gallipoli. Dopo anni e anni di attività sportive varie, ha rischiato di non poter più nemmeno salire le scale con le proprie gambe: l’ha salvato una visita cardiologica ed una operazione al cuore l’ha rimesso in sesto con buone prospettive per il futuro.

Pasquale Rizzello, noto per la sua attività   nel campo del ManFitness svolta a livelli europei ma anche per la sua passione per le immersioni nel blu più profondo  (70-80 metri), l’ha scampata bella, grazie ad un programma di prevenzione attivato da poco nella palestra che gestisce con la moglie Valentina e la sorella Anna in via Vico. «Fosse stato per me, di sicuro non sarei mai andato a fare ricette, prescrizioni, visite all’ospedale…», dice, sapendo oggi cosa gli poteva costare questa negligenza, proprio ora che è diventato padre.  Eppure i segnali che qualcosa non andasse  c’erano da tempo: con un corpo magistralmente scolpito da anni di lavoro in palestra, con performance sportive acrobatiche sui tappeti di mezzo mondo (l’ultima in Siberia un anno fa), l’atleta accusava battiti accelerati, affanno, stanchezza e, da ultimo, difficoltà crescenti nel salire due piani di scale.

Quando il dottore Antonio Pennetta, cardiologo gallipolino che partecipa al servizio di prevenzione attivato dalla palestra,  ha sottoposto ad elettro ed ecocardiogramma il 38enne, sono emerse una fibrillazione cardiaca ed un prolasso della valvola atriale probabilmente di origine  congenita e che comunque può portare ad uno scompenso cardiaco e alla riduzione delle capacità del cuore del 30%. Di sicuro per Rizzello la “novità” voleva dire lo stop immediato di tutte le attività sportive: l’atleta non ha fraposto induci e si è sottoposto ad un delicato intervento di sostituzione della valvola a Bologna.

Sottolinea il cardiologo: «In una persona normale, non allenata come Pasquale, i sintomi sarebbero stati ben più pesanti.  Gradualmente potrà tornare alle sue passioni. Le conclusioni? Bisogna fare i controlli al cuore». Anna Rizzello, laurea in Scienze motorie, aggiunge: «Oltre al cardiofrequenzimetro, ci stiamo dotando di un defibrillatore ed abbiamo operatori preparati per il primo soccorso e per il supporto vitale di base».

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