La parola ai candidati: Aldo Petrucci, lista n.1

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Aldo Petrucci

Certamente Gallipoli ha bisogno di molti interventi immediati, che possano incidere nel presente e nello sviluppo futuro della città.

Da un progetto di turismo sostenibile, alla tutela dell’ambiente e delle coste, dall’efficientamento della macchina burocratica, ad un progetto per attrarre occasioni di sviluppo e di lavoro.

Ma dovendo scegliere tre interventi immediati e volendo dar ragione allo storico inglese  Tony Judt per il quale “c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro modo di vivere”, è proprio da questo che vorrei partire, dal riorganizzare le nostre regole di vita. Pertanto a me pare indispensabile provvedere sin da subito:

– al riordino del piano traffico per evitare l’accesso indiscriminato e caotico delle autovetture nel centro cittadino e nel borgo antico e quindi migliorare la qualità della vita dei residenti e dei turisti;

– a porre, per la prima volta, grande attenzione al decoro urbano ed al collegato tema del servizio di igiene pubblica, con la conseguente cura del verde e valorizzazione di centro storico, periferie, borgo e litorali

– al potenziamento dei servizi sociali, quali il piano casa insieme a nuovi progetti di sostegno economico in favore delle famiglie particolarmente disagiate,  la creazione ed il recupero di  strutture di socializzazione come parchi per i bambini (basta dare uno sguardo a ciò che è il parco di via Firenze), luoghi di ritrovo per gli anziani e per i giovani (al momento c’è solo l’intervento virtuoso delle parrocchie e di pochi privati che suppliscono alla totale assenza di strutture sportive) ed ancora il potenziamento di quei servizi, cui anche i privati possono concorrere, per migliorare la qualità della vita di portatori di handicap, delle famiglie e delle mamme lavoratrici come scuola bus, asili e un più efficiente sistema di trasporto urbano.

Il tutto perché  se, come scrive sempre Tony Judt , “il mondo è guasto”, sta a noi la responsabilità di provare a migliorarlo.

Con cordialità

                       Aldo Petrucci

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