La chiesa cresce

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Il progetto della chiesa

Parabita. Qualche settimana ancora e la tanto attesa costruzione della nuova chiesa della parrocchia Sant’Antonio potrebbe avere una risposta definitiva e decisiva.

Il progetto, da tempo al vaglio della Commissione di Arte sacra della Cei, Conferenza episcopale italiana, sarà discusso a Roma, nei prossimi giorni, in un incontro tra l’equipe incaricata da monsignore Bagnasco al vaglio e all’approvazione dell’edificazione di nuovi edifici sacri e gli delegati della diocesi Nardò-Gallipoli, l’ingegnere Giorgio De Marinis e l’architetto Gianluigi Russo.

Una svolta, dunque, necessaria a definire condizioni e dettagli del nuovo tempio, per ammetterlo a finanziamento ed inaugurare la fase di vera e propria apertura del cantiere. Secondo le nuove disposizioni vigenti in materia, infatti, ogni progetto deve contenere non solo i riferimenti strutturali, ma anche i dettagli sull’impiantistica, l’illuminazione, l’areazione, l’acustica, la scelta dei materiali e di ogni singolo componente d’arredo.

«Questa è stata anche la ragione del ritardo sull’avanzamento dei lavori – ha spiegato il parroco don Albino De Marco –  le regole sono cambiate in corso d’opera ed occorreva aggiornare il prospetto con le normative in vigore».

La costruzione della nuova chiesa, che sarà intitolata sempre a Sant’Antonio da Padova, si era resa necessaria già da diversi anni per via della scarsa capienza del vecchio edificio, poco funzionale a contenere le circa 3mila anime dell’omonimo rione.

Quando fu edificata per volontà popolare negli anni Settanta, sotto la guida di don Antonio Schito che ne ha retto le sorti fino al 1999, la chiesa era stata pensata solo come piccolo tempio di periferia che oggi, complice l’espansione dell’abitato, non è più sufficiente. Da tempo, infatti si preferisce utilizzare per le sante messe solenni e festive il salone dei locali parrocchiali. E in più di 10 anni tutta la comunità si è spesa nell’organizzazione di iniziative e raccolte fondi, in primis con la sagra della Patata, che nelle varie edizioni è riuscita a portare nelle casse parrocchiali ben 250mila euro.

Grande attesa, dunque, per il nuovo edificio, previsto accanto al precedente, che sarà in grado di accogliere comodamente oltre 500 persone. Ad esso, leggermente sollevato rispetto al manto stradale, si accederà tramite una lieve gradinata ed un grande sagrato, dove sarà predisposta anche una rampa di ingresso per diversamente abili.

Sempre in tema di ristrutturazione delle chiese cittadine, continuano poi, anche i lavori di risanamento della Chiesa matrice “S. Giovanni Battista”. A quelli appena ultimati per la torre dell’orologio, compromessa dall’incendio di due anni fa, si sta aggiungendo in questi giorni anche una manutenzione straordinaria di alcuni punti della muratura perimetrale interna, deteriorata da crepe e infiltrazioni d’acqua.

Daniela Palma

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