‘Negozio libero’ non parte

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Il Comune di Parabita ha "bruciato" tutti sul tempo per adeguarsi alle liberalizzazioni in materia di apertura di negozi , bar e altro

Parabita è tra le prime città in Italia ad aver adottato le misure sulla liberalizzazione contenute nella manovra “Salva Italia” del Governo Monti.

Grazie alle disposizioni del decreto n. 201 dello scorso 6 dicembre, le attività commerciali cittadine avranno ora la possibilità di restare aperte sette giorni su sette e 24 ore su 24. Con un’ordinanza lampo, infatti, diffusa negli esercizi commerciali la sera della vigilia di Natale sono state rese note le nuove disposizioni in materia con validità immediata.
Spariscono innanzitutto i limiti di orario: saranno i singoli negozianti a poter decidere quando e quanto tenere aperto il proprio esercizio, senza più obbligo di chiusura domenicale e festiva o infrasettimanale, possibilità fin’ora limitata alle sole località turistiche.

Vengono a cadere anche tutti i vincoli legati alle licenze: l’apertura di nuovi esercizi commerciali sarà più semplice e non potrà più essere vincolata, ad esempio, da distanze minime.
Questi provvedimenti riguardano tutti gli esercizi commerciali in sede fissa, per la vendita al dettaglio, di quotidiani e periodici, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, le attività artigianali, come pizzerie, pasticcerie, panetterie e lì dove i clienti consumano sul posto gli alimenti prodotti.

Nel provvedimento rientrano anche gli estetisti, gli acconciatori e le altre attività del settore dei servizi alla persona.
La città sembra però non aver fretta nel recepire le nuove misure. In pochissimi fin’ora hanno alzato le saracinesche di domenica e quasi tutti hanno rispettato i canonici orari di chiusura a fine giornata.

Sono diverse, infatti, le perplessità sull’utilità effettiva di queste misure in un centro medio-piccolo come Parabita, che non ha una spiccata vocazione turistica e non può contare su una movimentata vita notturna.
Tante le preoccupazioni degli esercenti, per la maggior parte titolari di attività a conduzione familiare che saranno costretti –  se non da una norma dispositiva dalle leggi del libero mercato e della conbcorrenza –  a contemplare l’ipotesi di turni festivi e serali per non perdere competitività e clientela.

«E’ una misura pensata per venire incontro al consumatore – ha commentato il sindaco Alfredo Cacciapaglia – non servirà certamente a contrastare la crisi e le difficoltà economiche, ma è un’opportunità in più per venire incontro alle esigenze di consumatori e commercianti, che hanno così una carta in più da giocarsi. E non è necessariamente vero che la manovra avvantaggia la grande distribuzione, perchè a differenza dei grandi centri, le piccole attività non hanno manodopera da pagare per i turni extra».

Oltre a Parabita, la riforma è stata adottata a Gallipoli, dove poco cambia rispetto alla normativa vigente, e Casarano. In via di organizzazione la situazione negli altri Comuni.

Daniela Palma

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