Un Centro studi sociali intitolato a Ezio Cataldi, medico indimenticato

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L’attività di alcuni ragazzi

Parabita. Porterà il nome di quelle che furono le sue stanze: “Centro studi sociale Ezio Cataldi”. Ezio Cataldi è stato un medico e un uomo di grande cultura, venuto a mancare qualche anno fa.

«Avevamo concordato che presso l’archivio storico di Parabita avremmo trasferito alcune delle sue pubblicazioni. – racconta Aldo D’Antico, fondatore del Centro studi –. Per mantenere fede a questo impegno, con l’aiuto della vedova che ci ha donato, in comodato d’uso, i locali, ho pensato di spostare tutte le attività che il Centro di cultura “Il laboratorio” porta avanti all’interno del neo Centro studi».

La “ricerca” è la matrice che accomuna l’esperienza di Cataldi e quella di D’Antico, che del medico era molto amico, e i suoi collaboratori. Analisi, studio del territorio, ricerche storiche, antropologiche, demografiche ed economiche saranno le attività principali che, per perseguire una strada sempre scientificamente provata, saranno coordinate da un comitato composto da professionisti tra i quali Luigi Spedicato, docente di Sociologia presso l’Università del Salento, Eugenio Imbriani, anche lui docente presso la stessa università, insegna antropologia, Maurizia Pierri, docente di Diritto ed economia, Fernando D’Aprile, giornalista e direttore di “Piazzasalento”, Maurizio Nocera per l’ambito Socioetografia.

Dal 12 novembre, giorno dell’inaugurazione, Parabita avrà uno spazio dedicato alla ricerca ma non solo. Il Centro Studi Sociale è, infatti, dotato di area wi-fi, una sala studio, una sala riunioni e un angolo coffè-breack. Ad accompagnare l’apertura del centro, una mostra dal titolo “(In)visibile. Mostra sulla pubblicità sociale a colori” che si compone di 21 immagini per 7 tematiche abbinate ai colori della pace. Rimarrà in esposizione per il mese di novembre, poi inizierà il suo percorso itinerante.          

SM

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