Nardò: Pappadà, Thomas e un portiere vero domani in un libro

Nardò – Manca pochissimo e poi Thomas potrà conoscere i suoi primi fan del mondo reale. Si chiama “Senza riserve” ed è il romanzo – scritto dal giornalista neretino Raffaele Pappadà (foto) – che sarà presentato venerdì 15 dicembre alle ore 19.30, presso il centro sportivo Happiness. “Senza riserve” è la storia del portiere Thomas, in forza al Lecce (ispirato da un estremo difensore che la maglia giallorossa l’ha indossata per davvero, Max Benassi), che dopo tanta gavetta attende l’occasione per mettere in mostra il proprio valore; la vita è per Thomas una partita che va vissuta fino all’ultimo secondo, dentro e fuori dal campo. Pappadà, 31enne telecronista di Mediaset Premium, dialogherà con Isabel Tramacere, giornalista di Telerama; per l’occasione interverrà Alessandro Leopizzi, portiere di Alezio attualmente tra le file del Tricase, con alle spalle esperienze professionistiche con le maglie di Udinese, Southampton e Spal. Cinque anni fa, durante i primi tempi di Pappadà a Milano, “Senza riserve” veniva fuori dalla sua penna: «Avevo più tempo libero – ricorda il giornalista neretino – e nell’ultima stagione sportiva seguivo da vicino le sorti del Lecce, in Serie A. Da sempre ho coltivato una propensione per la scrittura e al contempo sono affascinato dalla psicologia che si cela dietro la figura del portiere di calcio. Benassi a quei tempi non era titolare, ma seppe guadagnarsi il posto con la miglior media-voto in massima serie, conservando nel suo bagaglio una dote immensa: l’umiltà». È un romanzo “Senza riserve” ma anche senza barriere, fra le 138 pagine si mescolano sport, vita, amore e musica: «È rivolto a ragazzi e adulti – conclude l’autore – appassionati di sport e non. Il percorso di Thomas non è solo calcistico ma anche emotivo e sentimentale. Il personaggio, calato in fattori ambientali non semplici, non smette mai di credere in se stesso. Mi auguro che “Senza riserve” possa rivelarsi un romanzo capace di emozionare e far riflettere su aspetti introspettivi”.

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