Gente te lu sud ausa lu sguardu e canta

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Lu papa Ricky (Riccardo Povero)

Simu Salentini. Il Salento e i suoi cantori/cantanti: diversi i percorsi, il medesimo amore per la propria terra, il dialetto, la cultura e la musica reggae. Stiamo parlando di Papa Ricky,  Rankin Lele & Papa Leu e i Ghetto Eden, che insieme ai Sud Sound System hanno contribuito negli ultimi anni  a far conoscere il dialetto salentino.

Papa Ricky, all’anagrafe Riccardo Povero, 45 anni, da Lecce  si trasferisce negli anni ‘90 a Bologna dove nascono i primi brani legati alla sua terra  e cantati in dialetto salentino: “Logorato”, “Lu sole miu” e “L’emigrante”, che trattano temi come la disoccupazione e la necessità di spostarsi per cercare fortuna altrove.

Nel 1993 il regista Renato De Maria realizza  il documentario “Lu Papa Ricky”, che vede l’artista diviso tra il richiamo delle sue radici  e il legame con la realtà bolognese. Dopo pochi anni Papa Ricky  ritorna a Lecce continuando a fare concerti  in tutta Italia.

«Tornare al Sud dopo 16 anni vissuti al Nord è come trovare la benzina per riaccendere il motore della propria arte», afferma Riccardo che nel frattempo sta preparando il suo prossimo album che uscirà in primavera intotilato “Villa Barca”, prodotto dalla casa discografica Elianto e registrato presso “Treble Studio”. «Purtoppo ci sono ancora tante cose da sistemare al Sud: infatti la mia nuova canzone “Dimmi come mai”  tratta appunto di uno dei principali problemi del Salento, la spazzatura abbandonata, che ancora oggi  rovina tante magnifiche spiagge».

Altri temi, stesso amore per la propria terra per i trepuzzini Emanuele Tafuro e Raffaele Leo, in arte Rankin Lele e Papa Leu, entrambi trentenni,  sulle scene delle dancehall salentine fin da giovanissimi. Partecipano con vari brani all’album “Salento Showcase 2000” prodotto dai Sud Sound System  e nel 2006 realizzano il loro primo album  “Comu passione” insieme a un’altra giovane cantante salentina, Marina. Nelle loro canzoni vari temi, tra cui la devianza giovanile   come nei brani “La Strada Giusta”, “Troppe Storie Fiacche”, “Gente de lu Sud” e “Ausa lu sguardu”.

«L’amore per la musica, la cultura e l’orgoglio per le proprie origini sono l’unica alternativa possibile  per non cedere alla violenza, alla legge della strada, alle regole del più forte», affermano Emanuele e Raffaele. Dopo l’ultima canzone scritta  in dialetto e in inglese, “Cant stop the music”, si stanno organizzando per il prossimo album in uscita tra pochi mesi, “Adriatic Sound”, con la collaborazione di Antonio Miglietta, Alessandro Garofalo e Giovanni Ficupala e prodotto da Salento Sound System.

Guerra, amore e razzismo sono  i  temi principali del  Ghetto Eden, composto dai leccesi  Dj Zinfo, 31 anni,  Flavio, 26 anni, e da  Khalim e Malik, rispettivamente 25 e 26 anni, che si definiscono  “senegalentini” per ricordare le loro origini senegalesi ma per indicare allo stesso tempo l’amore fortissimo per la terra che li ha adottati fin da piccoli. Canzoni di denuncia sociale, un augurio di pace, amore e fratellanza, sull’esempio dei loro “padri ispiratori” Sud Sound System che li hanno scoperti e che hanno anche  prodotto il loro primo album “ Fuori città” , uscito da pochi mesi. Da ricordare le canzoni di denuncia al razzismo come “Biancu e niuru” e “Mamma uarda”.

Anna De Matteis

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