Panini e panetti. Di droga

Taviano. Di fuori sembrava una delle tante paninoteche che, specie d’estate, costellano il litorale affollato di ospiti, in buona parte giovani: esposto c’era infatti tutto il necessario per preparare buoni panini a base di wurstel o altri tipi di insaccati, un buon numero di casse di birra e tutto il necessario per clienti tranquilli e rilassati.

Ma quel furgone, oltre a questo tipo di servizio con panini, forniva anche un altro tipo di companatico, non proprio da esporre in vetrina. E infatti non c’era lì, sotto gli occhi di tutti, nè poteva esserci.

Questo tipo di “companatico” era occultato in un rassicurante vaso di Nutella, allettante, allegro, colorato e innocuo agli occhi dei più. E là dentro – e in un sacco di carta per il trasporto di pane – i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Casarano e della stazione di Racale - hanno trovato quasi mezzo chilo di marijuana, esattamente 440 grammi, più dieci di hashish e poco più di due grammi di cocaina, oltre a 690 euro.

Come ci siano arrivati ad avere prima certi sospetti e poi la certezza che qualcosa di quel furgone paninoteca, poco fuori Mancaversa in direzione di Gallipoli, non andava per il verso giusto, i carabinieri lo hanno raccontato, una volta concluse le operazioni che hanno portato in carcere tre giovani: Carlo Olimpio, nato a Gallipoli, 25 anni, il titolare, che si è addossata poi ogni responsabilità sulla proprietà della droga; il suo concittadino Alessandro Santacroce, 23enne, e il tricasino Marco Previtero, 18 anni, tutti e tre residenti a Taviano, passati dal carcere agli arresti domiciliari dopo le dichiarazioni di Olimpio.

In precedenti operazioni di controllo del territorio di qualche settimana fa, i carabinieri avevano fermato alcuni giovani che, alla spicciolata, si erano forniti di quella paninoteca ed avevano raccolto più di un indizio evidentemente che rafforzava i loro sospetti. Così una sera, prima dell’inizio dell’attività di vendita, sono entrati in azione cogliendo sul fatto i tre.  Invece della Nutella c’era un consistente quantitativo di sostanza stupefacente, la cui presenza di certo non si poteva giustificare come un errore della fabbrica fornitrice nè in altro modo se non per fini di spaccio. L’estate fantasiosa ma pericolosa dei tre giovani è così finita anzitempo e nel peggiore dei modi.

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