Pala eolica, due offerte e il Comune verifica tutto

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Melissano. Sono arrivate due offerte per l’installazione di una pala eolica di un megawatt. Le proposte relative al bando di gara per la realizzazione del piano per una maggiore efficienza nel settore energetico del Comune, sono ora al vaglio dell’Ufficio tecnico per le valutazioni del caso. Quel che si sa è che le due ditte sono in possesso dei requisiti di legge  e di tutte le autorizzazioni necessarie  per questo tipo di attività.

«Abbiamo chiesto un ulteriore approfondimento ai nostri tecnici – dice il consigliere Stefano Falconieri – per valutare anche le tesi pervenuteci dall’archeologo Stefano Cortese. Vogliamo dare come sempre tutte le garanzie possibili ai nostri cittadini».

Nei giorni scorsi infatti Cortese (già candidato a consigliere nelle liste dell’attuale minoranza) aveva inviato una corposa relazione al sindaco Roberto Falconieri, ai consiglieri ed al responsabile dei Lavori pubblici. «L’impianto eolico viola i regolamenti regionali e potrebbe causare danni di diversa natura. Il bando va bloccato», sostiene il tecnico, archeologo e membro della commissione Paesaggio dell’Unione dei Comuni, che infatti invitava l’Ente ad “accertare l’idoneità” dell’impianto eolico che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex discarica comunale, sulla via per Ugento. «Secondo un’attenta lettura del regolamento regionale n. 24 del 2010 – si legge nella nota di Cortese  – il tipo d’impianto previsto a Melissano, essendo superiore ai 60 kw, non sarebbe ammissibile nei coni visuali della cripta del Crocifisso della Casarano-Ruffano perché sorgerebbe a 8 km dallo stesso e, quindi, nella fascia 6-10 km entro la quale la legge vieta impianti di tipo E4. Inoltre – prosegue – lo stesso recherebbe disturbo al cono visivo “serra Calaturo-Madonna dell’Alto”, distante solo 3 km e sita all’interno di un quadro paesaggistico ben consolidato».

L’attivista di “Progetto Melissano” mette in guardia anche sui potenziali disturbi d’altra natura che la pala, alta 74 metri,  potrebbe arrecare: «Il sito in questione, oltre a custodire diversi muretti a secco, è vicino al frantoio ipogeo “La Grotta” e potrebbe comportare problemi per l’habitat naturale a causa della produzione d’infrasuoni, in grado di causare danni cerebrali e forti problemi all’avifauna, pipistrelli in particolare». Il consiglio suggerito da Cortese è di “recuperare l’area attraverso l’opera di rimboschimento, sfruttando finanziamenti regionali ad hoc”.

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