Paese mio, vado via/2 – Maglie, sempre meno abitanti da 16 anni. Quando era un irresistibile polo di attrazione

Maglie – Non è certo il solo sviluppo demografico l’indicatore della crescita o della decrescita di una città (o di una nazione come quella italiana con sempre meno culle), perché altri fattori di qualità contribuiscono a definirla, ma è innegabile che i numeri hanno la loro importanza e dovrebbero costituire oggetto di riflessione politica in senso ampio. La linea demografica degli abitanti di Maglie da qualche decennio è orientata verso il basso, anche se nella considerazione comune questo fattore sembra non influire, tanta è la forza di una tradizione culturale forte e radicata. Ma non sempre è stato così.

Quando negli anni Ottanta la meta dei 16mila abitanti era vicina. Nel decennio 1970-1980 anno dopo anno cresceva la speranza di sforare il tetto dei  16.000 abitanti. Nascite in aumento, ma soprattutto trasferimenti di chi per comodità lavorative prendeva la residenza in città. Ancora in attività l’ospedale e i numerosi servizi che facevano di Maglie il centro amministrativo, burocratico e commerciale dei numerosi paesi che la circondano.  Poi la storia della città ha dovuto fare i conti con la crisi nei vari settori, con la diffusa difficoltà per le giovani coppie di conciliare lavoro e figli da crescere, con gli affitti troppo alti in relazione a quelli più bassi dei paesi viciniori. Sempre più numerosi i giovani studenti universitari che non sono ritornati in città se non per le vacanze estive e si sono stabiliti per sempre al Nord. Per vari motivi, che meriterebbero studi approfonditi, per Maglie è iniziata una fase di decadenza demografica  che dal 2001 fino al 2017 ha fatto registrare più di 1000 abitanti in meno.

Senza gli immigrati, oggi la città starebbe sotto i 14mila. E’ avvenuto così che dai 15.259 residenti nel 2001 si sia passati agli attuali 14.222 (6.629 maschi, 7.593 donne). La soglia dei 15.000 abitanti, che ha importanza  anche per il sistema elettorale e la classificazione del Comune, si è allontanata nel 2016  con i suoi 14.345 abitanti. Il saldo naturale, determinato dalla differenza tra nascite e decessi, dal 2002 al 2016 è stato sempre negativo (punta massima nel 2015 con -94), con una sola minima eccezione nel 2011 (+2).  Negli attuali 14.222 sono compresi 333 residenti stranieri (119 maschi e 214 femmine) provenienti in maggior parte dalla Romania, Albania e Polonia.

In controtendenza Gallipoli, Tricase, Nardò negli ultimi 15 anni. In controtendenza i centri più grossi in “competizione” con Maglie: Tricase nel 2001  con 17.382 abitanti, attualmente 17.621 di cui 317 stranieri; Gallipoli (20.274 nel 2001, attualmente 20.678), Nardò  da 30.516 a 31.511. La sorte di Maglie è condivisa da Galatina (nel 2001 28.064 contro gli attuali 27.056). In flessione, se pur lieve,  anche gli abitanti di Casarano (da 20.579 a 20.176).

In crescita, invece alcuni paesi del circondario di MaglieMuro dice addio ai 5mila. Intorno alla città-polo di attrazione i segni positivi accanto alle percentuali non mancano: Scorrano dai 6.758  residenti nel 2001 è passata agli attuali 6.992; Cursi nei medesimi anni dai 4.127 ai 4.152; Corigliano d’Otranto, che negli anni Settanta è stato uno dei primi paesi accoglienti a favore dei migranti soprattutto marocchini, passa dai 5.649 agli attuali 5.787; Otranto dal 2001 sempre in crescita lenta ma costante, da 5.285 a 5.742; Melpignano da 2.211 a 2.235; Poggiardo da 6.067, dopo  i 6.189 del 2003, ne registra ora 6058. Fanno eccezione in questo processo di incremento demografico Muro Leccese che passa dai 5.260 del 2001 ai 4.948 attuali e Cutrofiano da 9.081 a 8.992 dopo un’impennata nel 2003 (9.351). Consistente in alcuni la presenza di stranieri:  226 a Poggiardo, 213 a Otranto, 97 a Scorrano, 99 a Cursi, 125 a Muro, 148 a Corigliano, 163 a Cutrofiano, 34 a Melpignano.

La prima puntata dello speciale “Paese mio, vado via” – COLLEPASSO

Commenta la notizia!