Pace, passi e valori

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AllisteDa Alliste a Perugia e poi una grande camminata per la pace. Domenica 25 settembre, alla storica Marcia della pace Perugia – Assisi, c’erano anche loro, i ragazzi dell’Istituto comprensivo “Italo Calvino” di Alliste.

Sessanta alunni, di età compresa tra i 9 e i 13 anni, si sono recati fin lì con uno speciale “bagaglio”, fatto di conoscenze acquisite durante lo scorso anno scolastico, un lavoro preparatorio al grande evento che atgtira persone da tutta Italia e dal mondo.

Difatti l’istituto, diretto dalla professoressa Filomena Giannelli, ha aderito al progetto 2010/2011 “la mia scuola per la Pace”, un programma nazionale di Educazione alla pace, ai Diritti umani e alla Cittadinanza democratica promosso dalla Regione Puglia, dall’Ufficio scolastico regionale e dalla Tavola della Pace di Assisi.

Così i piccoli allievi, per l’intero arco dell’anno, hanno portato avanti il “laboratorio dei valori”, incentrato in particolar modo sul valore della responsabilità, fino alla realizzazione del libro “Il sapore delle stelle”, a documentazione delle attività svolte.

I risultati visibili di questo loro lavoro campeggiavano sugli striscioni tenuti ben alti durante quella marcia che i ragazzi han condotto sotto il sole cocente per circa tre chilometri, anche se la marcia vera e propria supera i venti.

«Abbiamo fatto un sacrificio per la pace», dice contento un bambino della scuola primaria.

Nelle giornate di venerdì 23 e sabato 24, i piccoli rappresentanti allistini hanno inoltre partecipato al Meeting dei giovani e ad alcuni laboratori sui diritti umani, mentre i colori dell’arcobaleno, sulla bandiera della pace, li avvolgevano tutt’intorno. E se la pace fosse un colore?

Per i baby allievi sarebbe gialla come la luce, bianca come la purezza, verde come la natura, azzurra come il cielo infinito, arancione come l’allegria.

«Io l’associo al colore rosso – fa sapere una ragazza della scuola media – perché per me la pace è un forte sentimento condiviso tra razze diverse».

La pace è rispetto, libertà, unione, amicizia, è stop alla guerra «perché la guerra ruba l’infanzia», dice uno studente di terza media. Una riflessione profonda, maturata in seguito alla partecipazione a quell’evento che li ha resi «più responsabili e più consapevoli della realtà di guerra intorno a noi», come spiega qualcun altro.

Sono tornati, dunque, con un “bagaglio” più pesante, ma trascinato ancor più volentieri, perché “carico” di nuovi valori. 

RR

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