“Pacchi dono del Comune presi e distribuiti da esponenti di Casa Pound”: è bufera a Nardò

Marcello Risi

Il sindaco Giuseppe Mellone

Nardò – La campagna elettorale per il Parlamento, in una città in cui non è mai finita quella comunale, finisce in Questura. A bussare al locale commissariato di via Duca Degli Abruzzi è stato in mattinata Marcello Risi, candidato alla Camera dei Deputati nella lista “Liberi e Uguali”. Le accuse lanciate dall’ex sindaco neretino non sono “leggere”: «Estesa attività clientelare nel Comune, con pacchi alimentari per le famiglie disagiate distribuite dai militanti di CasaPound. Sono perciò ipotizzabili gravi fattispecie di reato. La democrazia e i princìpi costituzionali presi a sputi». Va ricordato che nel collegio uninominale per la Camera dove è candidato Marcello Risi, per CasaPound corre Pierpaolo Giuri (anch’egli neretino), accusato di aver presenziato ieri 21 febbraio alle operazioni di “carico merce” a Palazzo Personè.

Risi: “Prelevati decine di pacchi dal Comune, a uffici chiusi”. «I militanti di CasaPound – accusa Risi – hanno prelevato decine di pacchi alimentari, senza effrazione. L’azione, dunque, è stata presumibilmente favorita da amministratori comunali ed è molto probabile che il sindaco Mellone ne fosse a conoscenza. Parte dei pacchi è stata consegnata a cittadini recatisi in Comune nonostante il mercoledì sia un giorno di chiusura degli uffici, e dunque presumibilmente convocati in precedenza. Decine di pacchi alimentari sono stati poi caricati su automezzi e consegnati a domicilio. L’operazione ha una connotazione meramente elettorale, tipica di censurabili pratiche clientelari. Molti gli aspetti riconducibili al fenomeno criminoso del voto di scambio, alla corruzione elettorale e altre ipotesi di reato». Risi tira dritto, fa sapere che della vicenda sarà informato anche il Prefetto di Lecce e nel frattempo si domanda: «Qual è in questa assurda e tristissima vicenda il ruolo del sindaco? Quali funzionari del Comune hanno omesso ogni controllo sulla gestione dei pacchi alimentari? Quali funzionari del Comune (se ve ne sono) possono considerarsi complici dell’operato dei militanti di CasaPound? Risultano atti amministrativi adottati contro le legge e tali da ipotizzare il reato di abuso d’ufficio? Il prelevamento dei pacchi alimentari dalla sede del Comune può ritenersi regolare oppure concretizza il reato di furto? Emergono ipotesi di appropriazione indebita? Ancora: a chi vengono concretamente destinati i pacchi? Perché i militanti di CasaPound agiscono come fossero i padroni del Comune? Come è possibile che fatti così gravi si svolgano nella sede comunale con le istituzioni (politici e funzionari) che lasciano fare, voltandosi dall’altra parte e fingendo di non vedere?».
Dall’Amministrazione: “Non militanti ma volontari benefattori”. Poche ore e arriva la replica del Comune. «Da circa 12 mesi l’amministrazione comunale distribuisce mensilmente pacchi alimentari a un migliaio di neretini, in virtù di un accordo siglato con il Banco delle Opere di Carità, associazione nazionale che coinvolgendo anche altri Comuni italiani si occupa del recupero dello spreco alimentare. Il Comune di Nardò, grazie alla collaborazione di imprese private (trasporti, frigorifero, ecc.) e ad una nutrita schiera di volontari, distribuisce centinaia di pacchi alimentari forniti alle famiglie indigenti selezionate con apposito bando in base all’Isee. Questa distribuzione avviene solitamente il mercoledì ma le esigenze particolari di alcuni beneficiari inducono ad assicurare la consegna anche in giornate diverse. I neretini che hanno bisogno, hanno bisogno anche durante la campagna elettorale, le cui dinamiche non dovrebbero intaccare la bontà di una iniziativa sociale così importante». Questa dunque la versione fornita da Palazzo Personè, che definisce quindi i “fattorini-benefattori” non “militanti di CasaPound” ma “nutrita schiera di volontari”. «Le offese e le dichiarazioni gravemente diffamatorie intorno a questa iniziativa, contenute in ricostruzioni molto lontane dalla verità – conclude la nota del Comune – saranno attentamente valutate dall’Amministrazione comunale per ogni iniziativa conseguente nei confronti della persona che le ha firmate».
Non mancano altre reazioni politiche. “Andare Oltre”, partito del sindaco Giuseppe Mellone, tramite il suo segretario cittadino Luigi Maritati va all’attacco frontale di Marcello Risi, definito tra l’altro “candidato di un partitino del 3%” e attribuendo all’ex sindaco una “strumentalizzazione elettorale” e una “ricostruzione cinematografica che avrà conseguenze non solo politiche”, con chiaro riferimento alle aule giudiziarie; le eventuali carte a favore di una versione dei fatti diversa restano però al momento coperte.
Le opposizioni: “Tra i “volontari” anche il candidato alle elezioni di CasaPound; Sindaco compiacente”. Si fa sentire anche l’opposizione con i consiglieri comunali di minoranza Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Carlo Falangone, Roberto My e Giancarlo Marinaci. «Quanto si sta continuando a verificare a palazzo Personé – scrivono i cinque – rappresenta un fenomeno spregevole non più tollerabile. Quella della distribuzione dei pacchi alimentari è un’offesa alla dignità delle persone. Nel corso della serata di ieri è stata effettuata la distribuzione delle derrate alimentari e alla stessa hanno preso parte diversi aderenti all’organizzazione politica CasaPound, nonché il locale referente e candidato alle elezioni politiche del 4 Marzo. Il Sindaco Mellone è silenziosamente compiacente e dunque corresponsabile di questo fenomeno. La social card, che permetterebbe a ogni avente diritto di recarsi in maniera autonoma presso i supermercati autorizzati, è stata volutamente abolita per costringere i cittadini che versano in condizioni disagiate a questo umiliante e grottesco pellegrinaggio nel pieno centro della Città». Come preannunciato da Marcello Risi, la cui denuncia ha fatto scoppiare il caso, anche la minoranza consiliare dichiara infine che della vicenda informerà Procura della Repubblica e Prefetto, producendo un’interrogazione consiliare urgente.

 

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