CASARANO. Continua a suon di carte bollate la “battaglia” in difesa dell’ospedale “Ferrari” di Casarano. Dopo il ricorso al Tar contro il Piano regionale di riordino che declassa la struttura, ora il sindaco Gianni Stefàno ha emesso un’ordinanza  imponendo “l’immediata riattivazione del reparto di Pediatria. Il provvedimento (“contingibile ed urgente” in quanto emanato nelle vesti di “autorità sanitaria locale”) è stato notificato al direttore generale della Asl di Lecce, al presidente della Regione Puglia ed al Prefetto di Lecce. Per Stefàno si tratta “di un atto dovuto a tutela della salute dei mie concittadini”. Nell’ordinanza (la numero 135 del 17 ottobre) si da riferimento alla “necessaria” presenza sia del reparto di Pediatria (già chiuso insieme a Ostetricia e Ginecologia) che di Chirurgia pediatrica (attivo e “presidiato” ma in fase di dismissione). Nelle premesse anche i 2200 accessi al reparto di Pediatria del “Ferrari” contro i 1000, sempre nel 2016, al “Sacro Cuore”. «Il solo ospedale di Gallipoli – spiega Stefàno – non è in grado di far fronte alle richieste di ricoveri provenienti dai due bacini di utenza con la sola disponibilità di 10 posti letto anche in considerazione delle malattie tipiche del periodo autunno – invernale e all’acuirsi delle patologie pediatriche». Anche per questo, si “impone” (trattandosi di un’ordinanza) la riattivazione dei 12+2 posti letto di Pediatria al “Ferrari”, “visto che presso l’ospedale di Casarano è presente un solo pediatra e non sono previsti posti letto di osservazione pediatrica”.

Il provvedimento (contro il quale non mancheranno i ricorsi dei contro interessati) fa leva sull’assenza del promesso “day ospital pediatrico” e sul fatto che “al momento l’Unità di Chirurgia pediatrica è ancora attiva presso il “Ferrari” ed il suo trasferimento a Lecce non potrà essere imminente per mancanza di spazi”. C’è anche il discorso legato all’assenza in quel di Gallipoli della risonanza magnetica neonatale. «Sono motivazioni oggettive, fondate su dati facilmente riscontrabili e reperibili. Non sono motivazioni fondate su valutazioni di convenienza politica, quelle che riteniamo hanno portato la Regione e la Asl a fare scelte che determinano una situazione di pericolo effettivo ed  eccezionale, in considerazione anche dei rischi all’incolumità pubblica», spiega ancora il sindaco di Casarano il quale conclude augurandosi “che Asle regione intraprendano la strada del buon senso e del dialogo”.

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