«Ospedale unico»

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Gli ospedali di Casarano e Gallipoli

Non sarà un match all’ultimo sangue, semmai uno spalla-a-spalla per fronteggiare i “calci di punizione” che la crisi riversa sulle comunità, senza guardare in faccia nessuno, neppure chi ha bisogno di curarsi e guarire.  L’idea del sindaco di Sannicola, Giuseppe Nocera, di ospitare in una serata estiva i colleghi di Gallipoli e Casarano, Francesco Errico e Gianni Stefàno, materializza l’aria montante intorno al’idea di un unico ospedale distribuito in due plessi, il “Sacro Cuore” e il “Ferrari”, favorita dalle voci riprese e rilanciate da “Piazzasalento“.

«L’accordo tra Gallipoli e Casarano è stato proposto nell’assemblea dei sindaci – racconta Nocera – perché è una ipotesi su cui lavorare, anche se ci può essere qualche problema tecnico. Dobbiamo superare posizioni sfuggenti. Su questo e su tutto il resto della partita è fondamentale il ruolo del comitato di difesa della sanità dell’arco jonico per non depauperare questo territorio di una offerta-salute adeguata».

Il sindaco di Sannicola, che sta agendo in stretto contatto col sindaco Errico, in sede di audizioni davanti alla terza commissione consiliare regionale (Sanità) si è battuto per questa tesi “di buon senso”: nel giro di 10-15 anni si deve arrivare ad avere quattro grandi ospedali nel Salento; uno a Lecce, uno a Tricase, uno da costruire nell’area Maglie-Muro-Melpignano; il quarto polo non può che essere sul versante jonico. Di più non dice Nocera, ma è chiaro che pensa agli “Ospedali riuniti Gallipoli-Casarano” se questa strategia unitaria di integrazione saprà dare i suoi frutti.

«Non è tempo di campanilismi, davanti al pericolo di tagli e chiusure di reparti siamo costretti ad una stretta sinergia con Casarano», afferma il sindaco Errico, che non dimentica però le “promesse” della Regione: l’apertura finalmente di Rianimazione, i 5 milioni stanziati nel 2008 per la sistemazione del blocco operatorio e poi cancellati dai bilanci in primo luogo.

Su questa linea s’inserisce anche la proposta del Tribunale dei diritti del malato, tramite la sua massima espressione, il presidente regionale Anna Maria De Filippi. La signora De Filippi, casaranese, disegna un quadro in cui si elimina un doppione di Galatina (Copertino, stessa area poco a sud di Lecce, che non ha i reparti necessari per nascite con difficoltà) e si trasferisce sull’asse Gallipoli-Casarano il reparto ostetrico-ginecologico e la rete di servizi annessi. Per il resto la presidente non ha fatto sconti: «I punti nascita, così come distribuiti, non rispondono ai criteri previsti dalle linee guida  nazionali che mirano a garantire la sicurezza per la mamma e il bambino».

A sentire il racconto del direttore generale dell’Asl Mellone, per Scorrano si è seguito il criterio di territorialità: nessun complotto politico, ha dichiarato alla “Gazzetta del Mezzogiorno”, tolti Lecce e Tricase per ovvi motivi e Scorrano per coprire il Salento centrale, “si è tirata una linea” e in base al numero dei parti sopra c’erano gli ospedali di Copertino e Galatina: scelta fatta. Ma come mai  per il versante jonico ci si si è dimenticati di verificare la copertura territoriale, inserendo due ospedali poco distanti tra di loro e da Lecce?

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