Ora Prete ricorre al Tar

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STEFANO-PRETE-il-primo-da-sx-parabitaParabita. Passa al vaglio del Tar il provvedimento di sospensione dalla carica del consigliere comunale Stefano Prete (foto, il primo da sinistra). L’esponente di minoranza (eletto nelle fila della civica “Bene Comune”) ha, infatti, impugnato dinanzi all’organo di giustizia amministrativa il decreto prefettizio che ha sancito la sua sospensione quale conseguenza della condanna in primo grado (per abuso d’ufficio) giunta prima delle ultime elezioni amministrative.

A far valere tale situazione era stato lo stesso sindaco Alfredo Cacciapaglia che, con il suo gruppo di maggioranza, aveva richiesto i pareri ai tecnici dell’ Anci (Associazione nazionale Comuni d’Italia) ed all’avvocato amministrativista Pietro Quinto. Ora sono, invece, i legali di Prete (gli avvocati Ernesto Sticchi Damiani e Flavio Fasano) a chiedere, invece, l’adozione immediata di un provvedimento cautelare per permettere al loro assistito di ritornare a sedere nell’Assise comunale: al momento il suo posto spetta (a partire dal prossimo Consiglio comunale) a Gianluigi Grasso, primo dei non eletti nella fila di “Bene Comune” che, però, potrebbe entrare a far parte del gruppo di maggioranza che sostiene il sindaco, avendo nel frattempo aderito al Pdl locale.

Alla base del ricorso al Tar vi sono interpretazioni diverse sulla legge Severino che dispone la sospensione per gli amministratori condannati.

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