Operaio 38enne muore sul lavoro. Stessa sorte per il suocero, vent’anni fa

Aradeo

ARADEO. Il padre era morto nel 1982 alla sua stessa età, il suocero vent’anni fa nelle medesime circostanze,  vittima di un incidente sul lavoro. Coincidenze poco fortunate, tragiche, e diventa impossibile immaginare il dolore della famiglia di Angelo Reschi, operaio 38enne di Aradeo, che ieri mattina ha perso la vita in un cantiere dell’Acquedotto Pugliese a Francavilla Fontana (Brindisi), in via Barbaro Forleo.

La dinamica dell’incidente non è ancora chiara: per qualche motivo, una tubatura si è rotta e l’acqua fuoriuscita ha travolto il giovane idraulico. Come se non bastasse, ha cominciato a franare il terreno argilloso sotto di lui che in quel momento si trovava in un fosso, a dirigere i lavori, e così il fango lo ha risucchiato, per un effetto sabbie mobili. Inutili i soccorsi dei colleghi prima, dei vigili del fuoco poi. C’è stato bisogno di un auto spurgo che riportasse in superficie il corpo, ormai senza vita, di Reschi. La morte sarebbe avvenuta, dunque,  per asfissia da annegamento, anche se sarà l’autopsia a confermarne le cause.

Nel brindisino, Angelo, si era recato per una giornata di lavoro, convinto che sarebbe ritornato in via Ungaretti, dov’è la sua casa ad Aradeo,  e avrebbe potuto salutare la moglie Isa e la figlia di 10 anni con un bacio o un abbraccio, gesti d’affetto che spesso si danno per scontati, pensando di avere una vita davanti. Ma la vita, per  Reschi, si è interrotta ieri, soffocato da un “abbraccio” mortale di acqua e fango.

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