Egidio Sava

RACALE. A due settimane dalla tragedia in cui ha perso la vita il 28enne Paolo Egidio Sava di Melissano (foto a sinistra)tutti gli occhi sono puntati sull’unico testimone che è anche l’assassino reo confesso,  Francesco Mastroleo (a destra), 37 anni residente a Racale in via Milano. è lì che si è sviluppato l’omicidio che presenta ancora due lati oscuri, probabilmente piuttosto interessanti per gli sviluppi processuali. Mastroleo ha inseguito Sava anche quando costui ha cercato di scappare a bordo della sua auto, finendolo a coltellate (alla fine i periti ne hanno contate 14 di cui fatale al polmone)?

Secondo quesito: come mai la Peugeot 206 diesel del 28enne ha preso fuoco poco distante dalla casa di Mastroleo e nonostante un lieve urto contro un muricciolo di cinta? é stata, anche in questo caso, la furia che si era impadronita dell’omicida a portarlo a tentare di bruciare tutto quanto, senza peraltro riuscirci? Gli inquirenti indagano per chiarire tutti gli aspetti della triste vicenda, compresi i rapporti tra i due, entrambi con precedenti penali per furto e rapina. Mastroleo insiste sulla sua versione: ha trovato l’altro in casa sua mentre si prendeve dei soldi, una dose di metadone e – soprattutto – l’anello appartenuto alla madre (morta quando lui aveva 15 anni insieme alla zia). Quest’ultimo particolare lo avrebbe fatto scattare irrefrenabilmente, colpendo ripetutamente il suo amico. I due a quanto pare si erano dati appuntamento per andare a Casarano per sbrigare i loro affari. I funerali di Sava si sono svolti a Taviano, dove abita la madre. L’uomo lascia la moglie e il figlioletto.

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