Parabita – Pena all’ergastolo confermata per il 50enne Biagio Toma accusato del cruento omicidio della piccola Angelica Pirtoli. Fu lui, anche secondo i giudici della Corte d’assise d’appello, ad eseguire l’ordine di eliminare, con efferata crudeltà, la bimba di appena due anni con l’unica “colpa” di essere la figlia di Paola Rizzello, a sua volta uccisa dagli uomini della sacra corona unita perchè ritenuta “inaffidabile”. La nuova condanna conferma, dunque, l’attendibilità delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi De Matteis, presunto complice di Toma, il quale ha ricostruito quelle drammatiche ore del 20 marzo 1991 permettendo ai giudici di ricostruire i fatti. facendo ricorso al rito abbreviato, De Matteis ha chiuso i suoi conti con la giustizia con una condanna di 16 anni e otto mesi.

Il duplice omicidio nel casolare di campagna La piccola Angelica venne, dunque, uccisa dopo essere stata lasciata da sola a piangere disperatamente all’interno del casolare dove, due ore prima, era stata fucilata la madre. I mandanti del duplice omicidio, già stati condannati all’ergastolo, sono Luigi Giannelli, sua moglie Anna De Matteis e Donato Mercuri. Biagio Toma scegliendo, invece, di essere giudicato dalla Corte d’assise si è visto condannato all’ergastolo. Paola Rizzello venne uccisa a soli 27 anni per le sue conoscenze sulle attività del clan e per la gelosia di Anna De Matteis, moglie del boss Luigi Giannelli. Il suo corpo venne ritrovato a distanza di anni all’interno di una cisterna, in località “Tuli”, sempre a Parabita. Il corpo della piccola Angelica venne ritrovato solo il 5 maggio del 1999, grazie alle dichiarazioni di De Matteis, in una collinetta nelle campagne di Matino. Per gli stessi giudici di primo grado, si trattò dell’omicidio più cruento compito dalla sacra corona unita.

L’appello in Cassazione Per le motivazioni della nuova sentenza occorrerà attendere i prossimi tre mesi mentre l’ultima possibilità di salvezza (o di sconto di pena) sarà in ricorso in Cassazione già preannunciato dai legali difensori di Toma.

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