Omicidio De Salve a Matino: confermati i 30 anni per il boss di Casarano Tommaso Montedoro

Tommaso Montedoro

Casarano – Il ricorso in Cassazione decade e la condanna diventa definitiva per il 42enne di Casarano Tommaso Montedoro. I 30 anni comminati sono quelli per l’omicidio del macellaio di Matino Rosario De Salve, avvenuto l’11 marzo 1998. Il corpo dell’uomo venne crivellato a colpi di kalashnikov e bruciato nel portabagagli della sua Fiat Panda. L’omicidio seguì quello dei coniugi Fernando D’Aquino e Barbara Toma (in questo caso Montedoro prese pure un ergastolo, così come Augustino Potenza, poi annullato). Anche per l’omicidio De Salve Montedoro venne condannato in primo grado all’ergastolo, con conferma della pena in Appello, salvo ottenere il rinvio del giudizio proprio dalla Cassazione (che ritenne “inattendibili” le dichiarazioni del boss brindisino Vito D’Emidio, del quale Montedoro era ritenuto il luogotenente). La successiva conferma dei 30 anni in corte d’Appello diventa ora definitiva in seguito alle ammissioni fatte da Montedoro, nelle vesti di collaboratore di giustizia, nell’ambito del processo Diarchia. I verbali con i colloqui avuti con la Direzione distrettuale antimafia di Lecce sono stati trasmessi ai giudici di Cassazione che hanno preso atto delle ammissioni del boss casaranese rigettando il ricorso presentato dai suoi legali ben prima della sua decisione di collaborare. Fatta luce sull’esecuzione di vent’anni fa, tanti restano i veli da squarciare sui più recenti episodi che hanno insanguinato la città nel 2016: dall’omicidio Potenza a quello tentato per Luigi Spennato sino a quello programmato per Ivan Caraccio. La prossima udienza del processo scaturito dall’operazione Diarchia sarà a Lecce il 23 ottobre, con l’esame di Montedoro, collegato in videoconferenza.

 

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