La vecchia Tac si racconta e va in pensione

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Gallipoli. Dopo quindici anni di onorata attività il vecchio tomografo del reparto di radiologia dell’ospedale “Sacro Cuore”di Gallipoli lascia il posto ad una nuova macchina.

«Sostituiremo dei veri e propri ruderi con delle Tac a 64 slide a tecnologia asir che permette di ridurre della metà la somministrazione di liquido radiante da somministrare al paziente – aveva dichiarato di recente, molto soddisfatto, il direttore dell’Asl di Lecce Valdo Mellone nel presentare l’acquisto dei nuovi strumenti da destinare a  4 nosocopi della provincia, tra i quali nche quelli di Casarano, Lecce e Scorrano.

L’ospedale di Gallipoli sarà presto dotato della nuova strumentazione per la Tomografia assiale computerizzata nel reparto diretto dal dottor  Angelo Coviello. Il contratto siglato tra l’azienda sanitaria e la “General electrics medical system Italia spa” stabilisce, infatti, che i lavori di installazione partano dall’ospedale con la macchina più obsoleta e, dunque, a maggior rischio di rottura o malfunzionamento.

Per tutto il periodo necessario al montaggio ed alla messa a punto della nuova apparecchiatura, ormai indispensabile per la diagnosi di molte malattie, il servizio verrà comunque garantito e i pazienti saranno indirizzati in altre strutture ospedaliere della zona.

In tutti questi anni la vecchia Tac ha effettuato circa 53 mila esami, ovvero non più di 15 al giorno, per un totale  di circa 3.600 diagnosi all’anno. La nuova apparecchiatura sarà, invece, in grado di garantirne praticamente il doppio.

«Quando, nel 1994, abbiamo cominciato a lavorare con la Tac – afferma Giuseppe De Pascalis, tecnico di radiologia da un anno in pensione – eravamo all’oscuro delle nozioni basilari per farla funzionare. Grazie alla disponibilità dell’allora primario del reparto, il dottor Salvatore Filograna, ci spostavamo però, con la sua automobile, verso Tricase, Francavilla Fontana e Martina Franca, dove già funzionava, e con il supporto di un tecnico della General Electric cercavamo di imparare il perfetto utilizzo della macchina».

Insieme a De Pascalis c’erano Giovanni Abbate, Teresa Alfarano e il compianto Salvatore De Pascalis. E fu proprio quest’ultimo il primo, insieme al dottore Salvatore Gabellone ad effettuare il primo esame diagnostico con la nuova Tac.

«Nella primavera del 2000 – ricorda ancora De Pascalis – alle 7,30 di mattina, ad avere bisogno dell’apparecchio fu anche il grande comico italiano Paolo Villaggio».

L’attore, infatti, si trovava nel Salento per girare il film “Azzurro”, quando venne colto da un malore improvviso.  Si recò, dunque, all’ospedale di Gallipoli dove gli vennero praticate le cure del caso con l’utilizzo, tra l’altro, della Tac. «Villaggio arrivò con urgenza da noi. Fu molto gentile  nei confronti degli operatori e del personale tutto – rammenta il tecnico in pensione – ed ebbe parole di gratitudine e di stima per l’efficienza del servizio».

Con l’installazione della nuova macchina il reparto di Radiologia di Gallipoli si arricchisce, quindi, di una strumentazione di ultima generazione. Ciò significherà poter contare su esami più precisi e sull’abbattimento dei tempi di diagnostica. In pratica se prima ci voleva un’ora per effettuare l’esame, ora saranno  sufficenti appena dieci minuti.

Secondo il primario Angelo Coviello, inoltre, con la nuova attrezzatura si potranno avere prestazioni eccellenti senza che il paziente ne risenta, non rimanendo più rinchiuso nel tubo per  oltre un’ora.  Oltretutto “al di là delle prestazioni scadenti che si ottenevano – aveva dichiarato il medico – quella situazione era anche al limite della legalità”.

Tra le altre macchine obsolete anche quella del “Ferrari” di Casarano che può contare su oltre 22 anni di attività anche se, di recente, non proprio continuativa per la frequente manutenzione alla quale è stata sottoposta. Nonostante tutto è riuscita a garantire anche 30 prestazioni giornaliere.

Da segnalare, infine, come una recente ispezione condotta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità non abbia rilevato irregolarità di sorta nel reparto di Pronto soccorso dell’ospedale di Gallipoli. È stata riscontrata soltanto la carenza di personale, soprattutto medico ed una struttura, progettata negli anni ‘60, logisticamente poco idonea ad accogliere le emergenze. Per il resto, al “Sacro Cuore” tutto a posto.

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