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Ultime notizie dal Comune di Ugento

Alessano – È conto alla rovescia, ad Alessano, per l’arrivo di Papa Francesco. Dieci anni dopo Ratzinger a Leuca e 24 dopo Wojtyla a Lecce, un pontefice torna, dunque, nel Salento: questa volta seguendo la scia di don Tonino Bello, l’indiscusso “costruttore di speranza e profeta di pace” del quale proprio venerdì 20 aprile ricorre il 25° anniversario della morte. Alessano (suo paese d’origine) e il Salento intero sono da tempo in fermento per preparare al meglio l’evento, al quale sono attese oltre 20.000 persone: il rigoroso protocollo vaticano prevede l’arrivo del Santo Padre in elicottero alle 8.30 nelle adiacenze del cimitero, dopo essere atterrato all’aeroporto militare di Galatina alle 8.20 proveniente in aereo da Ciampino. Il pellegrinaggio alla tomba di don Tonino porterà Bergoglio a calcare il suolo tanto caro all’ex presidente di Pax Christi soltanto per un’ora visto che già alle 9.30 lo attende il volo verso Molfetta per un’altra serie di appuntamenti, sempre nel segno del vescovo scomparso nel 1993, con la celebrazione della messa alle 10.30 al porto ed il decollo alla volta del Vaticano previsto per le 12.

Le misure di sicurezza Imponenti, ma non “soffocanti”, saranno le misure adottate per garantire che tutto possa svolgersi nella massima sicurezza (vietate, ad esempio, le sedie pieghevoli così come i bastoni per i selfie) ma garantendo  quel “contatto” con la gente che Bergoglio ha sempre dimostrato di cercare. Ad accogliere il Papa saranno il vescovo della diocesi di Ugento Santa Maria di Leuca Vito Angiuli e il sindaco di Alessano Francesca Torsello. Personale e riservato sarà il momento di preghiera sulla tomba di don Tonino, con il saluto ai familiari (saranno 16) tra i quali i fratelli Trifone e Marcello Bello. A seguire l’incontro con il pubblico radunato sul piazzale antistante ricavato su di un’area di 18mila metri quadrati (5mila le sedie disponibili): da qui, grazie a due maxi-schermi, sarà possibile assistere alla preghiera davanti alla tomba e, successivamente, pure alla messa da Molfetta. Salvo eccezioni, il Papa dovrebbe salutare una delegazione composta da venti ammalati (le richieste sono state oltre 500), oltre ad una famiglia di rifugiati siriani e ad alcuni immigrati ospiti del locale Sprar.

Gli orari consigliati Gli organizzatori invitano a raggiungere Alessano sin dalle 4.45 e al più tardi fino alle 7.15: per le auto, gli autobus e le moto (ma pure le biciclette) ci saranno percorsi “dedicati” che conducono alle varie arie parcheggio previste. In molti, però, raggiungeranno Alessano prima di venerdì: il tutto esaurito si registra, infatti, nelle strutture ricettive della zona mentre sono state prese d’assalto anche le abitazioni private per l’affitto di qualche giorno. Dai centri limitrofi, inoltre, si prevedono colonne di pellegrini impegnati a percorrere a piedi la distanza verso l’area dell’evento.

La veglia con don Luigi Ciotti e don Salvatore Leopizzi Significativa sarà la veglia della notte precedente animata, nella piazza intitolata proprio all’ex vescovo di Mofetta, dai giovani e dagli scout (in totale almeno 800) e da quanti vorranno unirsi. All’iniziativa, organizzata dall’Ufficio di pastorale diocesana giovanile di Ugento-Santa Maria di Leuca, sarà presente anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e don Salvatore Leopizzi di Gallipoli, di Pax Christi ed amico fraterno di don Tonino. Verranno letti brani del presule nato ad Alessano il 18 marzo del 1935 ed il suo messaggio “universale” verrà replicato anche dai tanti filmati che lo ritraggono nei momenti più significati della sua vita pastorale. Gli stessi giovani (per loro è prevista la possibilità di dormine nella scuola elementare) animeranno anche l’attesa delle prime ore del mattino.

La diretta televisiva Per quanti non potranno vivere dal vivo la visita del Papa, Tv2000 garantirà una programmazione speciale nell’arco dell’intera giornata, con le dirette da Alessano e Molfetta, ospiti in studio e testimonianze. Nel corso della giornata, l’emittente Cei manderà in onda documentari e film a tema: alle 12.20 e alle 19 “Sui passi di don Tonino” documentario a cura di Cristiana Caricato e Nicola Ferrante con le testimonianze dei fratelli Trifone e Marcello e dei più stretti collaboratori che hanno condiviso con don Tonino i momenti più intensi della sua vita ed in seconda serata il documentario “La croce e la fisarmonica” di Giovanni Panozzo attraverso gli occhi e le parole di chi ha incontrato e conosciuto profondamente don Tonino (tra cui don Salvatore Leopizzi e Giancarlo Piccinni, di Gallipoli).

I doni e la cornice L’addobbo florale che abbellirà il palco durante la celebrazione è stato donato dal Comune di Taviano e dalle aziende florovivaistiche della città. Sul palco verà pure portata la settecentesca icona originale della Madonna di Leuca, proveniente dalla basilica di De Finibus Terrae, sulla quale il Pontefice poserà il suo dono: un rosario d’oro e onice. La diocesi offrirà il denaro raccolto nelle varie parrocchie nel corso della Quaresima (da destinarsi secondo le intenzioni benefiche di Bergoglio) e un quadro d’argento raffigurante la Madonna di Leuca. Altri doni da parte della Fondazione Don Tonino Bello (un pastorale in legno d’ulivo) e una serie di prodotti artigianali, mentre il Comune di Alessano donerà un quadro.  Per l’occasione, infine,  Poste Italiane ha previsto anche uno speciale annullo filatelico.

 

Ugento – Le pessime condizioni dell’asfalto in molti Comuni salentini continuano a mettere a rischio la sicurezza del traffico e degli automobilisti: ieri pomeriggio a farne le spese ad Ugento è stato uno sfortunato automobilista che alle porte di Ugento è incappato in una buca, danneggiando pesantemente la ruota anteriore sinistra della sua vettura, una Daewoo Matiz grigia. L’incidente è avvenuto intorno alle ore 18 sulla strada che da Ugento porta a Racale (da cui veniva l’auto), in un tratto fra l’Eurospin e il distributore di benzina, dove il manto stradale è danneggiato in più punti. Fortunatamente, l’incidente non ha coinvolto altre vetture: l’automezzo finito nella buca procedeva a velocità piuttosto moderata e quindi ha fermato lì la sua corsa. L’anziano conducente della Matiz (A. C. di Ugento) non ha riportato danni fisici, ma solo tanto spavento. Il tratto sotto accusa è di competenza della Provincia.

Gallipoli – Perché un esponente di Chiesa, vescovo, inserito nei piani alti della gerarchia ecclesiastica, è diventato così popolare ed amato nonostante sia scomparso da ormai ben 25 anni? In suo nome si organizzano circoli, scuole, associazioni, manifestazioni sportive come quella intitolata “Corri e cammina con don Tonino”, una gara podistica che si terrà ad Ugento il 29 aprile. La risposta che danno quanti hanno conosciuto e studiato l’opera di don Tonino, come don Salvatore Leopizzi di Gallipoli ha condiviso molte esperienze, è univoca: “Quello che lo ha reso famoso da vescovo, noi lo avevamo già vissuto quando era ancora parroco a Tricase – risponde tra altri Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione “don Tonino Bello” – e lui a quell’incarico di vescovo non ci teneva proprio, tant’è che vi aveva rinunciato per ben due volte. Ha sempre aperto la sua casa ai poveri ed anzi, per non metterli a disagio, era lui stesso ad aprirgli la porta”.

Antesignano del “popolare” Papa Francesco  “Già prima di Papa Francesco ha inaugurato la “Chiesa in uscita”, o come la chiamava lui la “Chiesa del grembiule”, dice don Mimmo Amato di Molfetta, vice postulatore della causa di beatificazione. Agli immigrati, che già allora erano vissuti in parte come un problema, don Tonino inviò una lettera: “Perdonaci –scrisse don Tonino – se non abbiamo saputo levare coraggiosamente la voce per forzare la mano dei nostri legislatori. Ci manca ancora l’audacia di gridare che le norme vigenti in Italia non tutelano i più elementari diritti umani e sono indegne di un popolo libero come il nostro”. “La sua però non è stata un’ideologia – mette in guardia il vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca mons. Vito Angiuli – ma è coraggioso annuncio del Vangelo”.

“Basilica maggiore e Basilica minore” In occasione dell’elevazione a Basilica Minore del Santuario della Madonna dei Martiri a Molfetta, come racconta lo stesso don Tonino,  uno dei giovani presenti alla cerimonia gli chiese il significato di Basilica Minore: “Non sapevo rispondere. Allora ho detto: “Basilica significa Casa del Re; questa si chiama Basilica minore perché è di pietra. Tu, invece (rivolto al giovane), sei Basilica Maggiore. Quando è terminato il dibattito –prosegue il racconto del presule – mi sono avviato a piedi verso l’episcopio. Pioveva. Mi ha raggiunto alle spalle un’auto piena di giovani che mi hanno chiesto se volessi salire. Ho accettato il passaggio e ci siamo mossi verso l’episcopio. Era quasi mezzanotte. Quando siamo arrivati nei pressi della mia residenza, mi sono accorto che, appoggiato al portone d’ingresso, c’era un uomo. Si chiamava Giuseppe, un avanzo di galera, un pover’uomo che ormai si era dato all’alcool e al vizio; adesso è morto, ma veniva sempre in episcopio, sul far della sera. Quella volta aveva tardato. Stava riverso, lì davanti, con la bottiglia dell’ubriachezza, con la barba ispida… I ragazzi hanno fermato la macchina. Quello che guidava mi ha detto: “Vescovo, Basilica Maggiore o Basilica Minore?”. Ho risposto: “Basilica Maggiore, Basilica Maggiore!”. E l’abbiamo portato su a dormire”.

Santo sì, ma sino ad un certo punto La vita dei santi (nell’immaginario collettivo don Tonino già lo è) è fatta anche di fragilità e debolezze umane. Naturalmente ne parla anche lui. “Stavo per andare a celebrare la Cresima. Ero in ritardo. Sento suonare all’ episcopio! Anche oggi che è domenica!, esclamai. Apro la porta. C’era una signora con la sua bambina, con l’abito da prima Comunione. Subito le dico: «Signora, anche oggi! Sei già venuta ieri! Che cosa vuoi?», le ho rinfacciato con delicatezza episcopale: «Che cosa vuoi di più! Le scarpette le abbiamo prese alla bambina; l’abito te lo ha dato il parroco don Raffaele. Cosa vuoi ancora?». Allora lei ha detto: «Fammi parlare!». «Adesso ho da fare, devo andare per celebrare la Cresima. Basta, mi hai seccato!». «Fammi dire una parola», ha insistito. «Che cosa vuoi?». «Siamo molti nella nostra famiglia». «E allora?». «Non ho i soldi per pagare il ristorante per tutti». «Vuoi che ti paghi pure il ristorante per i tuoi parenti?” ho proseguito stizzito. «No, no, fammi parlare» Ha tirato fuori il fazzoletto e mi ha detto: «Siccome i soldi che ho raccolto non bastano per tutti, tienili tu per i marocchini». Mi ha lasciato il fazzoletto e se ne è andata con la bambina con l’abito da sposa. Ed io sono rimasto con quel fazzoletto in mano. L’ho aperto. C’erano, mi ricordo, 63.000 lire, a mille a mille. Se in quel momento si fosse aperta una voragine e mi avesse inghiottito – conclude – sarei stato più felice.”

Don Tonino e il ministro della Difesa Pochi giorni prima di morire, fu ospite di Michele Santoro nella trasmissione televisiva su Rai3 “Samarcanda”: tema della serata era l’obiezione di coscienza (un mese prima aveva capeggiato assieme a mons. Luigi Bettazzi la Marcia di Sarajevo) e al Ministro della Difesa che lo invitava ad interessarsi di piuttosto di questioni di chiesa, don Tonino replicò che, proprio perché “Uomo di Chiesa” aveva il  dovere di  parlare  alla coscienza degli uomini, soggiungendo “che vuole che mi interessi solo di quanti ceri accendere sull’altare o del colore dei paramenti liturgici? A distanza di 25 anni, di don Tonino Bello nato ad Alessano si parla ancora, anzi è prossimo agli onori degli Altari: di quel ministro non si ricorda quasi più nessuno.

Torre San Giovanni (Ugento) – Grande successo per la settima edizione della Marathon del Salento, gara di mountain bike disputata domenica 15 aprile nel verde del Parco naturale litorale di Ugento. Oltre mille i partecipanti alla competizione organizzata dall’associazione “Mtb Casarano” che, quest’anno, oltre ad essere valida per il Trofeo dei Parchi Naturali, è stata anche inserita nel circuito “Scudetto prestigio”, che comprende dieci gare sparse sull’intero territorio nazionale selezionate dalla rivista “Mtb Magazine”. Molti gli atleti provenienti dal centro e dal nord Italia. Presente anche un gruppo dalla Svizzera. Ad aggiudicarsi la gara è stato Luca Paolini, milanese 41enne, che proviene dal mondo del ciclismo su strada (maglia Rosa nel 2013) e che ha completato il percorso di 72 chilometri in 2h28’32’’. A seguire, il 43enne imolese Mirko Pirazzoli e il campano Antonio Matrisciano. Nella Granfondo, invece, a mettere tutti dietro è stato Angelo Tagliente, atleta di Crispiano (Taranto) tesserato con la “Mtb Casarano”, che ha completato i 42 chilometri del percorso in 1h55’24’’. La gara, con partenza e arrivo presso la Pista Salentina di Torre San Giovanni, ha coniugato sport e tradizione, grazie alla festa “salentina” allestita all’interno dell’impianto kartistico con stand, prodotti tipici, musica bandistica e artisti di strada. La Marathon del Salento si conferma, dunque, una competizione di primo piano nel panorama nazionale, innalzando di anno in anno i suoi standard qualitativi grazie all’impegno e alla passione degli organizzatori.

Matino – Festa speciale quella dedicata nei giorni scorsi a Domenico Carangelo, primo ospite centenario di “Casa serena”, la struttura per anziani di Matino dove vive dal settembre 2010. Il Maresciallo maggiore “Cavalleria di Saluzzo”, nato ad Ugento il primo aprile del 1918, è stato festeggiato dai familiari, dagli operatori della residenza sociosanitaria, con il presidente Donato Marsano, insieme al sindaco della città Giorgio Toma e alle associazioni militari di Matino. La sua vita è stata costellata da riconoscimenti importanti tra cui la Medaglia d’onore e il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per i meriti conseguiti nel corso della guerra di Jugoslavia. Nell’aprile 2017, Domenico Carangelo ha inoltre ricevuto la “Medaglia di Liberazione” conferita dal Ministero della Difesa insieme ad altri quattro militari protagonisti della Resistenza.

Gallipoli-  Ha festeggiato i suoi 30 anni di attività sul territorio di riferimento la Fidapa di Gallipoli, con un evento tenutosi sabato 14 aprile presso l’Hotel Bellavista a Gallipoli. “Un traguardo importante – ha affermato la presidente Anita Marzano di Gallipoli – che testimonia la lunga storia di questa associazione tutta femminile che da lungo tempo ormai opera per valorizzare, tutelare e promuovere il ruolo della donna nella società”.

A condurre la serata è stata la stessa presidente Marzano che, dopo aver ricordato con emozione la storia dell’associazione (che raggruppa professioniste artiste e dell’imprenditoria), ha sottolineato con orgoglio come la sezione gallipolina abbia contribuito con il proprio operato alla crescita culturale della città con diverse battaglie, come quella che nel 2009 portò all’istituzione della prima Commissione pari opportunità, ed ha dato il benvenuto alle nuove socie, con un totale all’attivo di oltre 50 iscritte.

Alla celebrazione sono state presenti Fiammetta Perrone, segretaria nazionale Fidapa; Giulia Galantino, tesoriera nazionale Fidapa; Eufemia Ippolito, legal advise chair BPW Italy; Rosa Vulpio, presidente distretto Sud Est; Maria Nuccio, segretaria distretto Sud Est; Concetta Piacente e Giulia Colucci, past presidenti nazionali Fidapa; Maria Teresa L’Abbate, past presidente distrettuale Sud Est; Ida Giannelli, coordinatrice nazionale delle Garanti; Filomena D’Antini, consigliera di Parità della provincia di Lecce.  Ospiti d’onore sono state poi Anna Coluccia di Gallipoli, professoresa ordinaria di Criminologia dell’ Università di Siena; Marilù Lucrezio (foto sotto), inviata del TG1 della Rai, di Ugento; Serenella Molendini (nella foto con la presidente Marzano), consigliera di Parità della regione Puglia e consigliera nazionale di Parità supplente, premiate con un attestato di “Eccellenza Salentina”. La serata è stata allietata infine dalle musiche al pianoforte di Gabriella Stea e dalle esibizioni della scuola di danza “Art Mood Ballet” di Anna Rizzello.

 

Alliste – Con i 32.230 euro raccolti con le Uova pasquali a firma dell’associazione di genitori con bimbi malati di tumore “Per un sorriso in più”, la Band di Babbo Natale ha raggiunto e superato i 200mila euro in sette anni di attività, di promozione, di “spina nel fianco nel fianco di chi è soddisfatto”, per dirla con un’espressione di don Tonino Bello. La battaglia certo non è vinta; la malattia si presenta sotto tante forme, per ciascuna di esse bisogna trovare il giusto antidoto e non è affatto facile: lo hanno detto a più riprese i medici del reparto di Oncologia pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce, guidato da Assunta “Titti” Tornesello di Alezio e da pochissimo finalmente con un organico quasi al completo.. C’è ancora molto da fare, dunque, come sanno bene quelli della Band, riuniti ieri pomeriggio nell’auditorium della Media di Alliste per programmare il futuro ed indicare i massimi responsabili. Nuovi. E questa è la novità: il cambiamento prevede il passaggio di mano dall’ideatore e fondatore Giorgio Adamo, ad un nuovo presidente. Gli iscritti – che ieri hanno raccolto le candidature anche per il direttivo – voteranno sabato e domenica prossimi nella sede di Alliste. Per quella importante postazione due le candidature: una riguarda il vicepresidente vicario Antonio Cimino di Racale, proposto dallo stesso Adamo; l’altra candidata è Samantha Alfarano di Melissano. Dopo tre anni, passa la mano anche il presidente onorario Fernando D’Aprile direttore di Piazzasalento. Al suo posto è stato eletto Gianpiero Pisanello di Tuglie (nella foto).

Adamo passa la mano; resta con un ruolo di garanzia Il presidente Adamo si è presentato dimissionario ma resta a dare quanto sarà necessario perché il sodalizio – diventato in questi anni “il più importante della provincia per gli aiuti forniti al reparto” – possa continuare a crescere ed a sensibilizzare le comunità salentine. Sembrano lontani, visti da qui i giorni del 2011 quando un gruppetto di ragazzi dell’Azione cattolica cominciano a nutrire questo sogno: la prima sfilata porta in cassa appena 750. L’associazione diventa legalmente riconosciuta; si comincia a dare una struttura; soprattutto crede che si possa fare. E infatti si fa: dalle prime cinque piazze, originarie e ancora oggi punti di forza, cioè Alliste, Racale, Taviano, Melissano, Ugento, la Sfilata della solidarietà arriverà a coinvolgere paesi anche lontani come Monteroni, Sternatia, Maglie, Specchia. Il credito cresce, il tour prenatalizio diventa sempre più lungo, il conto delle donazioni pure, alimentato da un carburante speciale: si chiama fiducia e Giorgio e i suoi ne fanno una carta di credito inossidabile e inesauribile. Il rendiconto dei soldi maneggiati è maniacale quasi, fino al centesimo, e sempre in pubblico; ricevute e versamenti fanno il giro del web, tramite l’utilizzo dei social network oltre che delle fonti d’informazione come Piazzasalento; le lotterie benefiche passano prima dalla Guardia di finanza e poi si comincia la distribuzione dei blocchetti.

“Se ho svolto bene il mio compito è grazie a tutte queste persone” L’affetto e la stima verso questo giovane leader si è manifestato anche ieri, quando per il collegio dei garanti ha ottenuto 63 voti su 65 schede. Emozionato ed emozionante il suo intervento da presidente dimissionario (l’assemblea è stata presieduta per questo da Anna Toma, iscritta di Racale). “Ho ricevuto in queste ore messaggi di incredulità sul passaggio di consegne (per statuto, Adamo avrebbe potuto svolgere altri due mandati biennali, ndr); a tutti ho risposto che la Band è un progetto comune, di tutti non di una persona, anche se a quella persona l’entrate in quel reparto ha cambiato la vita”. E poi nomi su nomi: non ha voluto dimenticare proprio nessuno, a cominciare da Antonella e Carla che dall’Azione cattolica allistina lo spronarono ad andare avanti e dal suo “padre spirituale” don Massimo D’Aquino. “Particolare il ricordo della compianta Maria Antonietta Caggiula di Taviano, “maestra di danza e di vita”, a cui era particolarmente legato; d’ammirazione quello per la dottoressa Tornesello; affettuoso quello per Federica Parata, una adolescente di Taviano che hanno visto rifiorire alla vita nel “loro” reparto. Non ha resistito il neo ex presidente a replicare ad insinuazioni e qualche illazione maligna: “Fate funzionare le vostre associazioni con lo stesso metodo nostro, tutto alla luce del sole, tutto con trasparenza – ha ribattuto – e poi ne parliamo… Comunque,se ho svolto bene il mio compito è stato grazie a tutte queste persone”.

Con lui, è stato eletto nel collegio di garanzia anche il presidente onorario uscente, Fernando D’Aprile. Per lui e per l’informazione che fornisce il suo giornale parole di apprezzamento e fiducia: “Ringraziamo Fernando D’aprile, ex Presidente onorario, per aver svolto il suo ruolo con carisma e impegno per tutto il nostro operato”, ha detto la portavoce della Band, Emanuela Minutello di Taviano, che ha aggiunto”C’è però ancora molta strada da fare insieme!”. Adamo ne ha ricordato, tra l’altro, la costante collaborazione, la disponibilità e “i consigli come ad un figlio”. Terzo componente del collegio Massimo Coppola di Taviano; supplenti Mino Sgaramella di Ugento e Giovani Compagnone di Racale. Ancora pochi giorni, per eleggere il gruppo dirigente, e si riparte: il tour aspetta, insieme alle decine e decine di associazioni coinvolte. 

Alessano – “Con questi luoghi don Tonino Bello ha stretto un patto d’amore”: seguendo questo forte e sempre attuale richiamo oggi si sono riuniti i Consigli comunali di Molfetta ed Alessano nella sala consiliare “Gianni Camicella” a Palazzo Giovene a Molfetta, in preparazione della vista di Papa Francesco fissata per il 20 aprile prossimo per il venticinquesimo anniversario del Dies Natalis di Don Tonino Bello. Alla riunione congiunta delle due assise consiliari, hanno partecipato per Alessano il Sindaco Francesca Torsello, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Rizzo, gli assessori ed i consiglieri comunali. Presenti all’evento monsignor Vito Angiuli, vescovo di UgentoS. Maria di Leuca e mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Insieme agli omologhi del centro barese guidati dal Sindaco Tommaso Minervini, i rappresentanti alessanesi hanno sottoscritto un patto di gemellaggio “che rafforza i rapporti istituzionali e la condivisione dei principi della pace e della solidarietà, tanto auspicati dal compianto Vescovo di Molfetta”, come si legge in una nota congiunta.

“Molfetta e Alessano sono due comunità del Sud. Molta letteratura è stata costruita
sull’idea antica del Sud come terra di soggezione, di subalternità, di gattopardismo. E di povertà. Pertanto, troppo tempo ci siamo affannati a pianificare con particolate cura una sofisticata rimozione dei limiti e delle angosce del Mezzogiorno, per inseguire il paradigma dello sviluppo senza limiti, dell’appagamento degli appetiti individuali, della costruzione della società dell’usa e getta. Don Tonino, invece, ha fatto delle angustie del Sud un punto di osservazione privilegiato: è stato, in questo, il precursore del pensiero del Sud visto dal Sud e non pensato da altri. In questo risiede una delle radici più feconde della sua profezia”: questo l’incipit dell’intervento del Sindaco Torsello, che ha toccato alcuni punti del pensiero del vescovo di origini alessanesi, tra cui il senso della politica, più volte chiamata in causa: “E’ una delle forme più esigenti, più crocifisse e più organiche dell’esercizio della carità”. “Egli ci ricorda che il politico debba essere innanzitutto “un “un artista, un uomo di genio, una persona di fantasia”. Politica è – ha sottolineato il Sindaco di Alessano –  “arte nobile e difficile. Nobile, perché legata al mistico rigore di alte idealità… Nobile, perché ha come fine il riconoscimento della dignità della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria”. Sono pensieri che scuotono le coscienze di chi è chiamato alla responsabilità di governo delle comunità locali. A ciascuno di noi è affidata la missione di cambiare le cose, guai se non fosse così”.

 

Casarano – Saranno oltre mille gli atleti che domenica 15 aprile si contenderanno la vittoria alla Marathon del Salento. L’importante gara di mountain bike, giunta alla sua settima edizione, è organizzata dalla Mtb Casarano, sul percorso da 72 chilometri (40 per la Granfondo) immerso nel verde del Parco naturale litorale di Ugento. La competizione non solo conferma la sua validità ai fini del Trofeo dei Parchi Naturali, ma quest’anno vanta l’inserimento nel circuito nazionale “Prestigio” della rivista Mtb Magazine. Il circuito è composto dalle dieci gare più belle tra quelle previste sull’intero territorio nazionale. La Marathon assegnerà dei punti validi per la classifica italiana che porta alla conquista dello Scudetto Prestigio, riservato agli atleti che realizzeranno i migliori punteggi nel corso della stagione sportiva.  A presentare ufficialmente la gara sono stati, domenica scorsa, all’interno della chiesa di Casaranello di Casarano, Luca Orsini e Fedele Coluccia della Mtb Casarano, il direttore di Legambiente Puglia Maurizio Manna, il presidente provinciale della Federazione ciclistica Sergio Quarta, il sindaco di Casarano Gianni Stefàno e il sindaco di Ugento Massimo Lecci. Si parte domenica 15 aprile alle 9.30 dalla Pista Salentina di Torre San Giovanni. L’arrivo è previsto per le 12.30. Per l’intera mattinata, all’interno della Pista Salentina, si svolgerà una vera e propria festa di paese, con tanto di stand, musica e artisti di strada. “Vecchi mestieri, vecchi pedali” sarà curato da Paolo De Virgilio mentre è previsto pure l’intrettenimento musicale dell’Orchestra Filarmonica Valente.

Casarano – “La nuova carta dei diritti della Bambina: presentazione e adozione” è il titolo del convegno organizzato venerdì 13 aprile, alle ore 9, presso la Sala consiliare del Comune di Casarano. Si tratta di una iniziativa della locale sezione Fidapa, presieduta da Anna Maria Tunno, ispirata alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989 e sostenuta dalla Provincia di Lecce. Saranno 14 i Comuni chiamati ad adottare il documento che rappresenta  un’enunciazione di principi di valore morale e civile finalizzati a promuovere la parità sostanziale fra i sessi, la valorizzazione delle differenze tra bambine e bambini e il superamento degli stereotipi che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta. Il programma prevede i saluti di Anna Maria Tunno, presidente della sezione di Casarano della Fidapa Bpw Italy, di Iolanda Palazzo, componente distrettuale del gruppo di lavoro della Carta dei diritti della Bambina, del sindaco Gianni Stefano, del presidente della Provincia Antonio Gabellone, della consigliera di parità della Provincia di Lecce Filiomena D’Antini, della consigliera del Comune di Casarano con delega alle Pari opportunità Fabiola Casarano, delle dirigenti scolastiche Rita Augusta Primiceri (Polo Uno e Polo Tre) e Luisa Cascione (Polo Due) nonché della dirigente dell’Istituto superiore “Montalcini” Monia Casarano. Gli interventi saranno curati da Eufemia Ippolito e da Fiorella Annibali con le conclusioni affidate a Fiammetta Perrone, segretaria nazionale Fidapa. Modera Anna Adamo, referente di sezione del progetto “Carta dei diritti della Bambina”.

I comuni coinvolti Ad adottare la Carta dei diritti della Bambina saranno i comuni di Acquarica del Capo, Alliste, Castrignano dei Greci, Collepasso, Matino, Melissano, Parabita, Patù, Racale, Salve, Supersano, Taviano, Taurisano e Ugento. «La Carta deve essere letta come una premessa fondamentale per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne fin dalla nascita. La bambina deve essere infatti aiutata, protetta ed educata fin da subito in modo da crescere come cittadina attiva, nella piena consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri. Obiettivo della Carta è dunque quello di formare culturalmente bambine e bambini al fine di garantire il rispetto dei diritti umani e l’eliminazione di ogni forma di violenza e di discriminazione di genere. Partendo da questo primo atto, Fidapa Casarano continuerà a favorire iniziative integrate e sinergiche con le Istituzioni Pubbliche, il mondo scolastico, le famiglie, attraverso un’ incisiva campagna di sensibilizzazione».

Torre San Giovanni (Ugento) – Quasi 1400 metri quadri  di terreno sono stati sequestrati dai carabinieri della Forestale di Tricase all’interno del Parco naturale regionale “Litorale di Ugento”. I militari hanno appurato come i titolari di un villaggio turistico, nei pressi del bacino “Rottacapozza Sud”, avessero eseguito la rimozione totale della vegetazione spontanea e degli arbusti di macchia mediterranea malgrado fossero stati autorizzati dal Comune di Ugento soltanto ad eseguire lavori di “recinzione e rinaturalizzazione”. I deferimenti, in stato di libertà, sono scattati per il 60enne M.M. di Minervino di Lecce, per il 55enne M.P. di Ugento e per il 44enne G.D.N., a vario titolo accusati di aver eseguito lavori su beni paesaggistici in difformità dell’autorizzazione e di distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

 

Parabita – Porta la firma di mister Gianluca Martina il trionfo nel campionato di Terza categoria del Soccer Dream Parabita. Il secco 18-0 rifilato nell’ultimo turno al malcapitato fanalino di coda Gioventù calcio Specchia ha permesso l’accesso in Seconda categoria con due giornata d’anticipo rispetto alla fine del campionato. Ad imprimere il sigillo sulla gara è stato Javier Chevanton, lontano dal campo da gioco dalla seconda giornata di campionato per infortunio, ma che ha voluto esserci nella gara decisiva, siglando ben dieci gol. «La promozione – commenta l’allenatore di Casarano – era l’obiettivo primario della stagione ma non è stato facile calarsi nella Terza categoria per una realtà come il Parabita che ha sempre militato in Prima. Non è stato facile trovare la mentalità giusta, tanto che siamo riusciti a ingranare solo dopo Natale. La società ci ha messo nella condizione di lavorare benissimo, attingendo dal settore giovanile, e i ragazzi ci hanno dato la marcia in più. L’Heffort Sport Village è una struttura fantastica che ci permette di lavorare a 360 gradi, con un preparatore atletico di grande spessore come Mattia Roma e la ciliegina sulla torta rappresentata da Chevanton, che ha disputato con noi solo tre partite, ma ci è stato sempre vicino in qualità di allenatore della Juniores. Ringrazio i presidenti Pino Petruzzi e Fabio Vinci e il direttore sportivo Davide Casciaro per la fiducia. Ringrazio anche mister Robertino Rizzo, per il grande supporto dal punto di vista tecnico». Martina è cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Casarano di serie C e come calciatore ha militato in Eccellenza, Promozione e Prima categoria terminando la carriera nella Gioventù Parabita. Come allenatore ha seguito tutte le squadre giovanili della Virtus Casarano vincendo il campionato Juniores Nazionali. Ha allenato il Maglie in promozione, Ugento e Gioventù Parabita in Prima categoria.

Due turni alla fine A due turni dalla fine del campionati, in tre punti sono racchiuse le squadre piazzate in zona playoff: Salento calcio, Castiglionese, Real Neviano (con una gara in meno) e Armando Picchi Specchia. Domenica 15 aprile la Soccer Dream sarà impegnata a Corigliano d’Otranto contro il Salento calcio ed il 22 in casa contro il San Cassiano onlus. Senza contare che il Parabita punta anche alla vittoria della Coppa Regionale. Solo dopo si potrà programmare la nuova stagione, nella quale continuerà la scalata verso la Prima Categoria, puntando ancora sui giovani del vivaio.

Patù – “Il Consiglio regionale deve conoscere e prendere in seria considerazione i dati dello studio commissionato dalla Lilt sul nesso tra l’inquinamento ambientale di molte parti del Salento e la grave situazione epidemiologica della popolazione”: la richiesta è a firma di . Ernesto Abaterusso (Art.1-Mdp, foto a sinistra), che oggi ha annunciato di aver depositato una richiesta di audizione in V Commissione consiliare dei Sindaci dei Comuni interessati, dei vertici di Arpa, della Asl e della setta Lega italiana per la lotta ai tumori.

Inquinamento ambientale e malattia “Non si può essere insensibili –  prosegue Abaterusso – quando a rischio vi è la salute pubblica e l’integrità ambientale, né si si può ignorare il fatto che in un’area comprendente ben 32 Comuni il pericolo per le ricadute sulla salute dei cittadini raggiunge livelli elevati quanto preoccupanti”. Tra le aree su cui gravano i maggiori sospetti figurano da tempo la discarica di Burgesi (Ugento, con interessati i territori di Acquarica e Presicce), la zona di Casarano-Matino e zone del Capo di Leuca (per via della concentrazione di calzaturifici prima della grave crisi, e il conseguenze problema dei pellami da smaltire), Galatina e dintorni per il cementificio.  “E’ bene, dunque, – conclude Abaterusso – approfondire questo caso e fare piena luce. L’auspicio è che l’audizione serva sì ad ascoltare le parti, ma anche ad individuare, insieme alle realtà maggiormente coinvolte, le azioni necessarie per il bene del territorio e dei salentini. Noi di Art.1-Mdp saremo sempre al loro fianco per evitare le ricadute gravissime che il Salento potrebbe dover subire in caso di inerzia e fare della prevenzione, dei controlli e della tutela della salute e dell’ambiente una battaglia di civiltà”.

La Lilt e il progetto Geneo La prevenzione primaria – da sempre obiettivo principale delle attività della Lilt  provinciale che ha sede a Casarano, direttore scientifico Giuseppe Serravezza (foto sopra)-  si sostanzia ora di un progetto di ricerca voluto dai volontari dell’associazione e che interpreta il desiderio impellente, presso la collettività, di conoscenza circa lo stato di salute dei suoli salentini in correlazione con le aree a rischio per le neoplasie. E’ nato così lo studio Geneo, acronimo del più esteso titolo “Sistemi di valutazione delle correlazioni tra GEnotossicità dei suoli e NEOplasie in aree a rischio per la salute umana”. In anticipo sui tempi di effettiva attività del Centro Ilma, l’Istituto di ricerca scientifica iIndipendente in via di ultimazione in agro di Gallipoli che si occuperà proprio di monitorare e di aggiornare le mappe del territorio secondo i parametri di sostenibilità e di sicurezza per la salute degli organismi viventi, con lo studio Geneo e con i primi risultati, si è entrati entra nel vivo della ricerca oncologica ambientale. “E’ assodato infatti . si legge sul sito della Lilt Lecce – che all’aumentare della concentrazione di sostanze genotossiche nell’ambiente, aumentano pure determinate patologie correlate quali i tumori, le allergie, le sindromi autoimmuni. Le sostanze ad attività genotossica presenti nel terreno possono avere effetti avversi sulla salute umana attraverso l’inalazione delle polveri, l’ingestione di prodotti vegetali che assorbono tali composti dal suolo, l’ingestione di prodotti come il latte derivante da animali che pascolano su terreni inquinati, o il dilavamento di tali composti dal suolo fino al raggiungimento delle falde acquifere con enorme rischio per le acque potabili (Watanabe and Hirayama, 2001)”.  Tra le sostanze ad attività genotossica ci sono, ad esempio, cromo, piombo, mercurio, ciclodieni, benzene, policlorobifenili, pesticidi, diossine. “Si comprende quindi l’importanza di valutare le correlazioni esistenti tra la qualità del suolo in aree a rischio da contaminazione chimica persistente (aree industriali e aree caratterizzate da agricoltura intensiva) e aumento della casistica di tumori nella popolazione residente in tali aree, considerato che tali patologie sono strettamente legate all’inquinamento ambientale”, conclude la Lilt.

Ugento – Fa tappa al Castello di Ugento, sabato 10 aprile, l’iniziativa “Cantieri aperti: officina dell’architetto”. Si tratta di un progetto promosso dall’Ordine degli architetti della provincia di Lecce già avviato a Melpignano lo scorso 24 marzo quando è stato “visitato” il Palazzo Marchesale De Luca. Si tratta di un viaggio lungo alcuni dei più interessanti beni storici e architettonici del territorio raccontati dalla voce dei professionisti che hanno condotto, guidato e coordinato i lavori di restauro e di valorizzazione. L’appuntamento, riservato agli iscritti all’Ordine professionale, è alle ore 10 presso il una giornata scandita da una lectio nella sala convegni, corredata dalle immagini dei lavori, e da un tour all’interno di quello che è ritenuto , a giusta ragione, uno tra i più importanti castelli di Terra d’Otranto, edificato su resti messapici, probabilmente riedificato in età romana, rimaneggiato in età normanna e successivamente distrutto e poi ricostruito e, dal 1643, di proprietà della famiglia D’Amore. A guidare il tour saranno gli architetti Vincenzo Guadagno ed Enrico carafa, la professoressa Rosa Carafa, l’ingegnere Massimo Toma, il sindaco Massimo Lecci e il proprietario del castello Massimo d’Amore.

I promotori «“Cantieri aperti” – affermano i curatori del progetto, gli architetti Antonio Zunno e Sergio Pacella – ha come obiettivo quello di ampliare il background conoscitivo e formativo degli architetti con visite guidate in quei cantieri che, più di altri, in questi anni hanno contribuito in modo significativo al dibattito architettonico in relazione al recupero e alla valorizzazione dei beni che rappresentano il patrimonio storico e culturale del nostro territorio. “Toccare con mano” le scelte operative secondi criteri e procedure di intervento, queste la parola d’ordine delle visite guidate, nel corso delle quali verranno approfonditi temi come restauro, consolidamento, recupero funzionale, con una analisi dei materiali e delle tecniche d’intervento». «In questi anni – aggiunge Rocco De Matteis, Presidente Ordini degli Architetti di Lecce – il Salento è diventato un vero e proprio laboratorio a cielo aperto e gli interventi sulle architetture e sui beni storici, oltre a moltiplicarsi, offrono spunti interessantissimi di riflessioni e di analisi».

Le prossime date L’iniziativa proseguirà il 14 aprile alla basilica di Santa Croce di Lecce, il 21 alla Torre Matta e presso i sotterranei del Castello di Otranto, il 28 presso il santuario del Crocefisso di Galatone. A Maggio il 5 al Palazzo Baronale di Tiggiano, il 12 i nuovo a Santa Croce di Lecce, il 19 al Parco archeologico di Muro Leccese e il 26 presso la Cripta della Consolazione di San Cassiano. Chiusura a giugno con la nuova visita, il 9, alla basilica di Santa Croce a Lecce ed il 16 a Melendugno presso l’Area archeologica di Roca.

 

Lecce – Le bellezze naturali dei Parchi e delle Aree protette del Salento da visitare a bordo di due pulmini ecologici, magari in bassa stagione: è quanto offrirà a breve il nuovo “Servizio di valorizzazione turistica dei Parchi naturali e Aree protette del Salento”, realizzato nell’ambito del progetto europeo “Epa – Environmental  Park”), finanziato dal Programma Interreg Grecia Italia. Ne sono coinvolte infatti istituzioniitaliane greche: Provincia di Lecce (capofila), la Città Metropolitana di Bari, la Provincia di Brindisi, la Regione di Epirus (Grecia), la Regione di Western Greece e la Regione delle Isole jonie. Tutti i dettagli dell’iniziativa “che coniuga turismo e mobilità sostenibile”, come si legge in una nota della Provincia, saranno presentati domani a Lecce, nella sala conferenze di Palazzo Adorno. Interverranno Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce,  Carmelo Calamia, dirigente del Servizio Politiche comunitarie, e Angela Tundo rappresentante della ditta Tundo Vincenzo spa di Zollino, aggiudicataria del servizio, che illustrerà in particolare il sito web dedicato agli eco tour.

Sono stati naturalmente invitati a partecipare i presidenti o i loro rappresentanti dei siti naturalistici della provincia: Riserva naturale statale “Le Cesine” di Lecce; Riserva naturale orientata “Palude del Conte e Duna costiera di Porto Cesareo”; Parco naturale regionale “Bosco e paludi di Rauccio” di Lecce; Parco naturale regionale “Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase”; Parco naturale regionale “Litorale di Ugento(nella foto i bacini di Torre S. Giovanni); Parco naturale regionale “Porto selvaggio-Palude del Capitano” di Nardò; Parco naturale regionale “Isola di S. Andrea Litorale  di Punta Pizzo” di Gallipoli (nella foto l’Isola di S. Andrea di Gallipoli); Area marina protetta “Porto Cesareo”. Il progetto Epa prevede proposte mirate a fasce particolari di utenti e pacchetti di visite e collegamenti tra Lecce e le varie sedi dei parchi; assicurati spostamenti anche all’interno delle stesse riserve naturali.

Resta, intanto, ancora da definire un ulteriore passaggio affinché i parchi siano davvero autonomi e gestiti secondo regole e indirizzi ufficiali. In numerosi casi, infatti, i Comuni di competenza non hanno ancora proceduto a preparare e varare dei piani di gestione con annessi amministratori incaricati a realizzarli. E’ il caso dei parchi jonici, ad esempio, come quelli di Gallipoli e Ugento.

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Ugento – Il ponte pasquale ha registrato anche sul litorale ugentino un andamento positivo in fatto di prenotazioni e di presenze effettive, sia pure negli ultimissini giorni della settimana che precede Pasqua, a causa del tempo incerto. Gite e passeggiate lungo i sentieri del parco naturale regionale di Ugento, nei bacini di Torre San Giovani, oltre che nelle marine hanno coinvolto centinaia di persone. Ripercussioni positive per le attività ricettive, anche se molti lidi e strutture alberghiere sono rimasti chiusi. L’interesse dei vacanzieri comunque cresce. Tendenza confermata da diverse strutture alberghiere quali l’Hotel Masseria “Don Cirillo”, che durante il periodo pasquale ha evidenziato un incremento di prenotazioni soprattutto da parte di stranieri e in particolare svizzeri e belgi: «Si tratta per lo più di coppie e famiglie con tenore di vita medio-alto – spiega una delle responsabili, Debora Gianfreda – inoltre, rispetto all’altra struttura di Gallipoli da noi gestita, abbiamo riscontrato che a Ugento c’è un andamento più costante delle prenotazioni che copre già buona parte del periodo estivo, con una punta del 70% di turisti stranieri».

Le previsioni da parte degli addetti del settore sembrano dunque prospettare una fiorente stagione turistica: «Per il periodo estivo, che va da giugno fino a settembre – spiega Quintino Caro, amministratore unico del “Vivosa Apulia Resort” (ex Iberotel) – quest’anno abbiamo registrato un incremento del 30% delle prenotazioni». Per quanto riguarda l’apertura dei villaggi turistici occorrerà aspettare la fine del mese, come confermano al “Victor Village” il quale sarà operativo dal 28 di aprile.

Nell’entroterra, invece si è affermata la riscoperta delle tradizioni e la rivalutazione del territorio, soprattutto nella frazione di Gemini, con l’inaugurazione e restauro dell’antica statua della “Madonna delle Anime Sante”, raro esempio di complesso statuario costituito da ben nove figure. «Siamo soddisfatti ed emozionati – dichiara Oronzo Ricchiuto, presidente della Pro loco Beach, a nome del direttivo – anche perché dopo quarant’anni la statua della Madonna ha potuto nuovamente percorrere le vie del paese».

Ugento – Numerosi a Ugento e Gemini gli eventi che si svolgeranno in concomitanza con i gli eventi della Pasqua e le iniziative volte alla rivalutazione del territorio e delle tradizioni. Il 2 aprile, in occasione del Lunedì dell’Angelo, Gemini festeggerà l’inaugurazione del restauro della statua della Madonna delle Anime Sante del Purgatorio. Alle ore 18, partirà la processione dalla sede didattica “Dalila Tempesta” della Pro Loco Beach di Gemini; alle 17.30 seguirà la S. Messa presso la chiesetta delle Anime Sante, in via Diaz; alle 18.30, la statua della Madonna sarà accompagnata in processione presso la chiesa “Maria Regina della Pace”. Durante la serata, alle ore 19, tutti a festeggiare con tanti giochi, musica e fuochi pirotecnici. La devozione verso le “Anime Sante del Purgatorio” affonda le sue radici alla fine degli anni Quaranta, quando Angelo Giaccari, a seguito di una grazia ricevuta da un suo familiare, istituì l’omonima festa, fece erigere la chiesetta e l’imponente statua della Madonna.

«La statua della Madonna presentava i segni del tempo – spiega il Presidente della Pro Loco Beach, Oronzo Ricchiuto – ed era in avanzato stato di degrado, ma talmente bella che non si poteva far finta di niente». Il restauro è stato realizzato dall’ugentina Erica Nutricati e dalla collega Claudia Schmidt ed ha visto impegnata in prima linea la Pro Loco Beach di Gemini, grazie anche alla collaborazione della famiglia Giaccari. Si è potuto raggiungere questo obiettivo grazie al ricavato del Calendario 2017/2018 che ogni anno la Pro Loco Beach realizza per il suo sostentamento, alle generose donazioni dei cittadini e ai contributi degli sponsor. «Un ringraziamento particolare va a Don Mimmo Ozza – prosegue Oronzo Ricchiuto – per la possibilità di ospitare momentaneamente la statua della Madonna fintanto che il restauro della chiesetta non sarà completato».

Domenica 8 aprile, una settimana dopo la tradizionale pasquetta, le famiglie ugentine proseguiranno i festeggiamenti con il consueto “pic-nic” presso la Madonna del Casale, situata sulla Serra delle Fontane, nella piccola altura che domina la marina di Torre S. Giovanni. Durante la serata a partire dalle ore 17.30 l’evento “Cuccagna, Pentolaccia… ritorno alle tradizioni” in piazza S. Vincenzo ad Ugento a cura dell’associazione “Officina Turistica Ugento”, in collaborazione con il Comune di e altre associazioni.

Ugento – Domenica di Pasqua con la trasmissione della santa messa in diretta dalla cattedrale di Ugento. La celebrazione del vescovo Vito Angiuli andrà in onda, a partire dalle ore 11, su Canale 85 ( e sul sito www.canale85.it) con replica alle ore 17. Si tratta di una delle tante iniziative previste nell’anno dedicato al ricordo di don Tonino Bello. Tra queste c’è anche il progetto “Scuole in cammino con don Tonino Bello” per il quale scadono il 5 aprile i termini per la presentazione delle adesioni. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’assessorato alla Formazione e al lavoro della Regione, dall’Ufficio scolastico regionale, dalle scuole di Puglia intitolate al vescovo di Alessano insieme alla Fondazione don Tonino Bello. L’obiettivo è quello di diffondere la conoscenza della figura del vescovo di una chiesa “povera per i poveri” e della “convivialità delle differenze”, del suo pensiero e del suo rapporto con i ragazzi e con i giovani. Il concorso è rivolto alle scuole di ogni ordine e grado della Puglia: il tema scelto per l’anno scolastico 2017/18 è “La carezza per don Tonino Bello” (informazioni al sito www.iissmonsabello.gov.it).

Nardò – I contribuenti che dichiarano e pagano l’Irpef (imposta sulle persone fisiche) sono aumentati in un anno di oltre duemila, esattamente sono passati da 513.017 dell’anno 2015 a 515.122 del 2016 con dichiarazioni presentate l’anno scorso: lo rileva uno studio compiuto dall’Osservatorio economico della provincia di Lecce, diretto da Davide Stasi in collaborazione con l’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili (Aidc), sezione di Lecce (nella foto durante un meeting), sulla base delle dichiarazioni presentate nel 2017, all’Agenzia delle entrate, attraverso i modelli 730 ed Unico. Ma il territorio della provincia si conferma, ancora una volta, caratterizzata da forti squilibri sociali, tra recessione economica ed evasione. A Lecce città non superano la soglia dei 10mila euro 20.111 contribuenti; segue in questa poco invidiabile classifica, Nardò (8.928 contribuenti), Copertino (7.209), Galatina e Gallipoli (6.570), Casarano (5.369), Leverano (4.726), Tricase (4.496), Galatone (4.111), Ugento (4.050), Veglie (4.043).

Più in generale, nel Salento, sono 243.431 i lavoratori dipendenti; il loro reddito medio è di 15.554 euro (l’ammontare complessivo dei redditi percepiti dai dipendenti è di tre miliardi 786 milioni di euro). Gli autonomi sono 8.728, con un reddito medio di 32.790 euro (il totale è di 286 milioni di euro). I pensionati sono 200.511, con un reddito medio di 14.097 euro (l’ammontare è di due miliardi 826 milioni di euro).  All’Erario, i salentini versano, in tutto, al netto però delle deduzioni e delle detrazioni, oltre un miliardo e 200 milioni di euro. Per la precisione, un miliardo 217 milioni 421mila euro, a cui si aggiungono altri 92 milioni 775mila euro per l’addizionale regionale ed ancora 44 milioni 393mila euro per l’addizionale comunale. Il reddito imponibile Irpef si attesta a sette miliardi 539 milioni 950mila euro.

I redditi dichiarati per fasce; sempre di più quelli in basso Altri dati forniti dall’Osservatorio: il cosiddetto “bonus Renzi”, gli 80 euro mensili in busta paga, è stato elargito a 132.120 contribuenti, per un ammontare complessivo di 107 milioni 708mila euro. La maggior parte dei salentini con una qualche occupazione dichiara redditi inferiori ai 10mila euro: sono 214.377 e rappresentano il 41,6 per cento del totale. Inoltre, in 2.368 casi, il reddito risulta negativo o pari a zero, per via degli oneri deducibili e detraibili. I contribuenti con un reddito compreso tra i 15mila e i 26mila euro: sono 118.243, pari al 23 per cento. Tra i 10mila e i 15mila euro sono in 89.920, ovvero il 17,5 per cento. Si fermano a 70.298 i contribuenti con redditi da 26mila a 55mila euro e corrispondono al 13,6 per cento. Pochi i lavoratori o i pensionati che superano la soglia dei 55mila euro: in 5.549 hanno dichiarato di aver percepito tra i 55mila e i 75mila; in 3.981 si collocano nella fascia 75mila e 120mila e solo in 1.373 hanno superato i 120mila. Nonostante la crisi, si registra comunque, nel complesso, una lieve crescita dei volumi di reddito dichiarati e dell’imposta dovuta, anche se va annotato che stanno aumentando il numero dei contribuenti nelle fasce di reddito più basse, mentre diminuiscono, progressivamente, quelli nelle classi di reddito più elevate.

I commercialisti sottolineano le novità fiscali e i loro effetti «Tra le novità fiscalmente più rilevanti sul fronte Irpef nell’anno d’imposta 2016 – evidenziano i commercialisti di Aidc – si segnala che la Legge di stabilità 2016 aveva reintrodotto un sistema di tassazione agevolata per i premi di produttività del settore privato (ovvero un’imposta sostitutiva Irpef e relative addizionali al 10 per cento) e rispetto alla misura prevista negli anni precedenti, sono stati apportati alcuni elementi di novità. In particolare – spiegano – l’importo agevolabile è stato fissato a 2mila euro lordi ed elevato a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro; è stata ampliata la platea dei beneficiari, in quanto il limite del reddito da lavoro dipendente, percepito nell’anno precedente, non doveva essere superiore a 50mila euro (nel 2014 il tetto era di 40mila euro); l’applicazione del regime agevolato è stato esteso alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili d’impresa, intendendosi gli utili distribuiti; è stata prevista la possibilità, a richiesta del lavoratore, di ricevere i premi sotto forma di benefit che non scontano alcuna tassazione nei limiti previsti».

 

 

 

Ugento – Turismo e fede a braccetto grazie all’iniziativa “Sepolcri” promossa dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. Lo scopo è quello di valorizzare, in adesione al progetto “Chiese aperte” promosso dalla Regione Puglia con il Fondo speciale cultura e patrimonio culturale, gli allestimenti sacri realizzati all’interno delle chiese e dei calvari delle 18 comunità della diocesi retta da monsignor Vito Angiuli in occasione della Settimana santa e meta del pellegrinaggio del giovedì e del venerdì santo. «S’intende mettere a fuoco quest’appuntamento della tradizione religiosa, molto sentito e vissuto dalle comunità locali, attraverso l’organizzazione di un convegno in cui verranno invitati alcuni esperti, la realizzazione di materiale informativo, promozionale e divulgativo e l’apertura straordinaria delle chiese e del Museo diocesano nei periodi di maggior afflusso di pellegrini e turisti. Verrà anche bandito un concorso tra le confraternite che volessero partecipare e alla confraternita vincitrice sarà restaurata una suppellettile sacra. Il Museo diocesano prolungherà, inoltre, tale iniziativa con una mostra sul tema», fanno sapere gli organizzatori.

Le confraternite interessate dal progetto sono le seguenti: Madonna Assunta in cielo e Sant’Antonio – SS. Trinità a Specchia, Madonna Santissimo Rosario a Gemini (Ugento), Sant’Antonio a Castrignano del Capo, Assunta ad Acquarica del Capo, Carmine e Trinità a Ruffano, Confraternita dell’Immacolata a Sant’Eufemia a Tricase, Confraternita dell’Immacolata Sant’Angelo a Tricase, Santi Medici a Ugento, Confraternita dell’Immacolata a Supersano, Immacolata e San Nicolò a Tutino (Tricase), confraternita dell’Immacolata e Santo Stefano a Taurisano, Cuore eucaristico a Patù, confraternita dell’Immacolata a Corsano, confraternita dell’Immacolata a Giuliano di Lecce (Castrignano del Capo), Madonna delle Grazie e Sacramento a Torre Paduli (Ruffano), confraternita dell’Immacolata – Santissima Eucaristia – San Francesco di Paola a Gagliano del Capo, confraternita dell’Immacolata e SS, Sacramento a Caprarica del Capo, Madonna Assunta e San Luigi Gonzaga a Presicce e confraternita di Sant’Antonio a Ugento.

Ugento – Sono state le immagini dell’impianto di videosorveglianza a condurre i carabinieri sulle tracce del 45enne Alessandro Carratta quale autore della rapina a mano armata nel bar – tabacchi di via Ripamonti. Nella serata di lunedì 26 marzo, armato di pistola e con il volto travisato da un cappuccio, l’uomo ha minacciato la dipendente alla cassa per farsi consegnare l’incasso di giornata pari a circa 2.500 euro. Dopo aver visionato le immagini del sistema di video sicurezza, i carabinieri della locale Stazione si sono diretti presso la sua abitazione ritrovando gli stessi abiti utilizzati per la rapina ed arrestando, dunque, il 45enne per rapina. Dopo le formalità di prassi in caserma, Carratta è stato condotto nel carcere leccese di borgo San Nicola.

Ugento – Una fotografa e una sportiva, una salentina e una bergamasca, due ragazze giovani accomunate dalla stessa forza: sono l’ugentina Giada Chetta, da poco laureata in fotografia al LABA (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze, e l’atleta paralimpica Martina Caironi, incontratesi quasi per caso e volate insieme ai mondiali di Londra la scorsa estate. La storia di quest’incontro nasce quando Giada, da sempre appassionata di sport e in passato pallavolista in seconda divisione, si trova a dover decidere l’argomento della sua tesi di laurea: non ha dubbi, vuole raccontare la vita di un’atleta paralimpica di alto livello, che dimostri con il proprio esempio come lo sport può dare la spinta per superare le difficoltà. “L’idea della tesi – racconta Giada – è venuta da un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle: tre anni fa, ho rischiato prima di morire e poi di perdere la gamba sinistra a causa di una trombosi venosa profonda. Dopo quel dolore e un periodo di stop obbligatorio dall’attività motoria, ho capito che lo sport poteva essere la resilienza”.

Da qui la ricerca di un’atleta che faccia da soggetto per la sua tesi: inizialmente Giada pensa a Bebe Vio, poi si orienta su Giusy Versace. Quest’ultima, però, è già fuori dal mondo dello sport giocato e sarà lei stessa a suggerire alla ragazza di contattare Martina Caironi, oggi campionessa di atletica leggera ma anche lei pallavolista all’epoca dell’incidente che le è costato l’amputazione della gamba sinistra (la stessa che ha rischiato di perdere Giada). “Io e Martina – continua Giada – abbiamo moltissime cose in comune. Possiamo dire che, casualmente, ho scoperto un’altra me. Conoscerla è stato toccante, ma non sono mai stata in imbarazzo: era come avere davanti un’amica, non una campionessa di fama mondiale. Martina ha una forza incredibile e ti cambia inconsciamente la vita: stando a contatto con lei ho capito che i veri problemi sono altri”.

Giada ha seguito e fotografato la Caironi nel suo quotidiano, facendole visita nella casa di Bologna dove vive. E insieme a lei è volata ai mondiali di Londra, dove la Caironi ha conquistato due ori: “Quella è stata forse l’esperienza più emozionante della mia vita – racconta Giada. – Sono arrivata in questo stadio grandissimo e fino a poche ore prima della gara non sapevo dov’era la mia postazione né conoscevo la lingua. Il giorno della gara di Martina – che sarebbe stata alle 23 – io ero seduta al mio posto, a terra sotto la classica pioggia londinese, dalle 9 di mattina, non mi sono mai mossa da lì. Nonostante la stanchezza, ho scattato per tutti i 100 metri della gara, piangendo e pregando solo di aver messo a fuoco”. Quel reportage fotografico oggi è una tesi, la tesi di Giada su “Martina Caironi, la donna più veloce del pianeta”.

Alessano – È ormai conto alla rovescia per la visita di Papa Francesco ad Alessano. In vista del prossimo 20 aprile, la Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e il Comune di Alessano hanno già predisposto la dettagliata organizzazione delle aree di arrivo e di sosta. Tre sono le zone dove sarà possibile parcheggiare le automobili, per un totale di 2.500 posti auto: due le aree individuate nei pressi della strada provinciale Specchia-Alessano (zone Vigna la corte e contrada Armino) e la terza presso la strada statale 275 a Montesardo, poco distante da via Santa Barbara. Come regola generale, gli organizzatori ricordano che l’apertura dei parcheggi è fissata per le 4.45 e l’ingresso sarà consentito fino alle 7.15 mentre l’orario d’arrivo “fortemente consigliato” è quello tra le 5 e le 7. Il Papa atterrerà con l’elicottero intorno alle 8.30 per rendere visita alla tomba di don Tonino Bello e successivamente incontrare i fedeli. Il programma della vista papale è condensato in appena un’ora visto che già alle 9.30 il Santo Padre volerà alla volta di Molfetta per un’altra serie di appuntamenti, sempre nel nome di don Tonino di cui il 20 aprile ricorrono i 25 anni della morte.

Bus, moto e bici – Per i bus  sono stati predisposti 400 posti nelle due aree apposite tra lo stadio di Alessano e lungo la Statale 275 (direzione Leuca), da dove i fedeli raggiungeranno a piedi l’area dell’evento distante circa 20 minuti. Per gli anziani con ridotta mobilità saranno predisposte delle navette dalla zona d’incontro con il Santo Padre verso i parcheggi bus. I bus parrocchiali dovranno, invece, contattare preventivamente la Diocesi di Ugento (segreteriavisitapapa2018@gmail.com). Un’area ad hoc è prevista anche per anche i proprietari di moto che avranno a disposizione 300 posti in una zona recintata (di proprietà dell’Azienda De Giorgi) di fronte allo stadio mentre le bici saranno parcheggiate nell’area dell’Istituto professionale in via Macurano 102. Sarà, inoltre, possibile, prenotare gratuitamente il parcheggio per le auto, bus, moto e biciclette sulla piattaforma elettronica informativa  (http://www.busforfun.com/articolo/papa-francesco) mentre per motivi di sicurezza sarà necessario prenotare entro il 15 aprile il ticket di parcheggio elettronico per poter accedere all’ area dell’evento, tramite la piattaforma: http://alessano2018/parkforfun.it/.

“Pass disabili” In via Tagliamento, a soli 150 metri dall’area dell’evento, sarà allestito un parcheggio riservato ai possessori di “pass disabili” (i diversamente abili in possesso di pass dovranno riservare il parcheggio inviando una mail all’indirizzo: info@parkforfun.it). Quanti, invece, sono sprovvisti di “pass disabile” ma necessitano di assistenza esigenze per ridotta mobilità potranno richiedere l’assistenza gratuita della società cooperativa “L’Integrazione” (347/1852698 – 348/1028394; e-mail: lintegrazioneonlus@gmail.com).

Il treno Quanti raggiungeranno Alessano in treno dovranno, invece, prevedere un percorso a piedi di circa 25 minuti visto che non è stato previsto un servizio di bus navetta dalla stazione delle ferrovie Sud-Est.

 

Ugento – È stato arrestato mentre tentava di rubare all’interno di un’abitazione del suo paese il 47enne di Ugento Antonio Casto. Il proprietario dell’appartamento in questione, su via Ancona, accortosi dell’intruso (entrato dalla porta d’ingresso) è riuscito a chiamare i carabinieri i quali, giunti immediatamente sul posto, hanno bloccato il topo d’appartamento prima ancora che potesse portare via qualcosa. All’interno del bagagliaio della sua auto, i militari hanno poi ritrovato 11 metri di cavo elettrico rubato poco prima dello stesso soggetto dal deposito di un bar adiacente all’abitazione presa di mira. Dopo le formalità di prassi in caserma, l’uomo è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

Ugento – Don Tonino ispira la Passione vivente che va in scena ad Ugento. Prevista per domenica 25 marzo, la 13^ edizione della Via Crucis è stata spostate, per il maltempo, alle 19.30 di domenica 1 aprile, sempre in piazza San Vincenzo. Ad interpretare il ruolo di don Tonino sarà proprio il fratello Trifone, “una persona meravigliosa che tanto ha saputo farci emozionare ogni volta che abbiamo fatto le prove”, come afferma il regista Alberto D’Ambrosio. Per l’evento, tra i più suggestivi del Salento, sono previsti oltre 230 metri di palco e 80 attori in scena. Nella ricorrenza dei 25 anni della morte di don Tonino Bello, la Passione sarà incentrata sugli scritti del “servo di Dio”. L’evento è organizzato dal “Comitato Via Crucis vivente” di Ugento, con la regia di Alberto D’Ambrosio, soggetto di Alessandro Rovito,  scenografia di Gianluca De Marco, assistente di scena Donato Pizzolante e voce fuori campo di Alice Proce. La “passione” sarà il viaggio mistico di uomo povero attraverso  le parole di don Tonino, un’iniziativa che si rinnova di anno in anno con idee sempre diverse e che ha riscosso un ampio successo con più di 4000 presenze nelle precedenti edizioni. L’appuntamento è stato annunciato lo scorso 12 marzo durante la  conferenza stampa  nelle sale della Scuola di Pace – Fondazione Don Tonino Bello di Alessano, nell’ambito del “Press Tour” che ha anticipato la visita del Papa prevista il prossimo 20 aprile.

Gli attori Oltre a Trifone Bello,   tra gli attori principali anche Donatello De Nuzzo (Gesù), Enrica Itignola (Maria), Gianluca De Marco (Giuda), Michele Preite (Pilato), Roberto Gatto (Caifa), Cosimo Licchelli (il povero). Nella rappresentazione scenica ci saranno i  monologhi di Dario Coletta (SimonPietro), Donatella Sansone (Claudia, moglie di Pilato) e Francesca Muscella (Cyborea, madre di Giuda). «Tutto questo è risultato di un progetto nato lo scorso ottobre  – dichiara il regista D’Ambrosio – grazie all’impegno dell’intero cast e di tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte per i costumi, make-up, luci, audio, musica e il resto. Un   momento di fede che unisce il  mistero della morte  e resurrezione di  Cristo attraverso la testimonianza di vita che don Tonino Bello ci  ha lasciato».

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